La Francia intreccia clima e digitale, pronta la nuova strategia

Il piano di Parigi si muove nel solco del nuovo pacchetto sull’economia circolare dell’UE. Il digitale responsabile del 5-10% delle emissioni di gas serra del paese transalpino

L’Eliseo studia misure per abbattere l’impatto sul clima delle nuove tecnologie
Foto di Dmitry Steshenko da Pixabay

L’Eliseo studia misure per abbattere l’impatto sul clima delle nuove tecnologie

(Rinnovabili.it) – Anche il digitale deve fare la sua parte per contrastare il cambiamento climatico. La Francia prova a costruire attorno alle nuove tecnologie delle politiche che tengano conto del clima. L’Eliseo intreccia i due dossier e fa un passo in avanti sulla strada della transizione ecologica.

Questa mossa annunciata da tempo è diventata realtà con la presentazione, il 23 febbraio, della nuova strategia francese per affrontare congiuntamente clima e digitale. Il documento è stato presentato dalla ministra per la Transizione Ecologica, Barbara Pompili, e dal segretario di Stato per il Digitale Cédric O.

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Il digitale, calcola il governo francese, è responsabile di una fetta non trascurabile dei gas serra prodotti dal paese transalpino ogni anno: circa il 5-10%, secondo gli esperti. La nuova roadmap di Parigi, vista in anteprima da Euractiv, si muove attorno a tre capisaldi: “sviluppare la conoscenza dell’impronta ambientale digitale”, “sostenere un ambiente digitale più sobrio” e “fare della tecnologia digitale una leva per la transizione ecologica e solidale”.

La strategia riprende alcune delle proposte avanzate a giugno 2020 dai cittadini riuniti nella Convention Citoyenne pour le Climat ed è decisamente ambiziosa. Dà priorità a individuare una metodologia di quantificazione per definire l’impatto ambientale del digitale in modo standardizzato. Poi vuole affrontare il ciclo di vita dei prodotti tecnologici e il loro riciclo (attualmente fermo al 40%). Segue la promozione dell’economia circolare, con il riuso, la riparazione, il ricondizionamento e il controllo dell’obsolescenza dei prodotti. Inoltre, il governo punta a richiedere alla pubblica amministrazione di utilizzare più del 20% di computer e telefoni ricondizionati o di seconda mano a partire dal 2021.

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La Francia si muove quindi pienamente nel solco delle misure europee fresche di annuncio. Anche il nuovo pacchetto di Bruxelles sull’economia circolare fa leva, ad esempio, sul potere d’acquisto dell’amministrazione pubblica (che vale il 14% del PIL europeo) per facilitare il raggiungimento degli obiettivi sui materiali riciclati. In più, l’europarlamento ha chiesto che venga riconosciuto ai consumatori il diritto alla riparazione contro l’obsolescenza programmata.

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