Rigenerazione, innovazione, inclusione: le parole chiave dell’economia circolare

Dal seminario Itelyum nuovi spunti e idee per definire un percorso di sostenibilità per il sistema economico circolare.

economia circolare

Tanti relatori impegnati a cercare le parole chiave della nuova “economia circolare”, priorità numero uno del prossimo Green New Deal: esperti, rappresentanti delle istituzioni e imprese hanno discusso oggi sul web dei prodotti, processi, servizi e le soluzioni imprescindibili per un il futuro sistema economico circolare.

A chiamarli al confronto è stata Itelyum, leader europeo per la rigenerazione degli oli usati, la produzione e purificazione dei solventi e i servizi ambientali per l’industria, nel webinar “Recupero di materia: sostenibilità ed innovazione per la resilienza delle filiere”.

“Per noi parola chiave – ha dichiarato il Presidente esecutivo di Itelyum Antonio Lazzarinetti – è rigenerazione, che vuol dire nuova vita e nuove opportunità di riutilizzo per i residui delle lavorazioni industriali, teoricamente all’infinito, come nel mito della Fenice. Come Itelyum continuiamo a rigenerare e affrontiamo le nuove sfide del mercato grazie all’innovazione continua; e abbiamo affrontato anche l’emergenza sanitaria, con grande senso di responsabilità verso i territori in cui operiamo, rafforzando in particolare i nostri servizi verso il settore farmaceutico. Dare nuova vita ai rifiuti è quello che Itelyum da anni fa con successo contribuendo, con le proprie attività di riciclo, ad evitare, tra l’altro, l’emissione di quasi 500.000 tonnellate di CO₂.

“La ricetta che proponiamo – ha detto nel corso del suo intervento Marco Codognola, Amministratore Delegato di Itelyum –  è tecnologia e logica industriale, per consolidare la raccolta e il trattamento nel segno della sostenibilità dei rifiuti speciali. Anche durante la crisi abbiamo fatto acquisizioni, perché perseguiamo quello in cui crediamo per crescere: aggregare competenze e know how, per portare valore sostenibile alle filiere industriali nelle quali siamo inseriti. Abbiamo adottato, nel settore dei solventi usati, lo stesso approccio che applichiamo da anni in quelli della gestione degli oli usati e delle emulsioni, specialmente grazie a partnership col settore farmaceutico, e vogliamo estenderlo ad altri settori. Noi possiamo dare un contributo importante all’economia circolare in Italia e anche in Europa, perché abbiamo dato benchmark importanti nel nostro settore“.  Nel suo intervento Codognola ha voluto ricordare altre parole chiave come semplificazione, “perché c’è bisogno di nuovi impianti e di sistemi di controllo che siano rapidi ed efficienti” e trasformazione alla base della mission di Itelyum.

Il Ceo ha infine ricordato che, con le varie acquisizioni già finalizzate, Itelyum ormai gestisce complessivamente oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti speciali, generando ricavi per 330 milioni di euro, con oltre 600 dipendenti, e più di 20 siti operativi, inviando la gran parte dei rifiuti gestiti ad operazioni di recupero e valorizzazione o restituendoli all’ambiente come acqua depurata.

“L’economia circolare e la transizione energetica sono gli obiettivi sfidanti per il paese, e quello che occorre è pragmatismo da parte della politica, perché per fare economia circolare servono gli impianti” – è il concetto espresso dal senatore Paolo Arrigoni, componente della Commissione Ambiente. “Servono termovalorizzatori – ne servono 4 o 5 – e servono impianti di compostaggio. Serve pragmatismo per contrastare le emissioni di CO2 perché portare i rifiuti da sud a nord non favorisce di certo il risultato. Inoltre l’assenza di impianti favorisce gli ecoreati e la criminalità. Le aziende che trattano i rifiuti in Italia in un quadro normativo incerto hanno fatto un grande lavoro in favore del paese in questi mesi così difficili. Nell’ottica del pragmatismo e della semplificazione ci stiamo battendo per far approvare un disegno legge, condiviso con tutti i gruppi parlamentari, affinché i contenitori di Pet ad uso alimentare possano essere fatti col 100% di plastica riciclata”.

La Politica è stata rappresentata nel corso del webinar anche dall’europarlamentare Simona Bonafè, che ha rimarcato come i temi discussi si inseriscano perfettamente nell’ottica del recovery plan: “non partiamo da zero, abbiamo promosso già misure importanti su riciclaggio rifiuti e utilizzo di materie prime seconde. La sfida decisiva – ha detto Bonafè – è il legame tra economia circolare e ripresa economica. Si possono creare 700mila nuovi posti di lavoro, spostando risorse dalle materie prime alle persone”.

Sulla posizione italiana, con esperienze all’avanguardia in materia di economia circolare, è stato improntato anche l’intervento di Marco Frey. “Sviluppare competenze come quelle di Itelyum, con la capacità di collegare i diversi attori, in una perfetta simbiosi industriale, è il processo che dovrà essere sempre più replicato. Tre sono le parole chiave: inclusione, sostenibilità e innovazione. Le aziende che fanno e applicano innovazione sono un fattore propulsivo, per affrontare la sfida della sostenibilità. E non c’è sostenibilità senza inclusione, perchè tutte le diversità che caratterizzano un territorio devono essere valorizzate”, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Global Compact Network Italia.

Maria Cristina Piovesana, Vice Presidente Confindustria con delega per l’ambiente ha detto che “l’Italia ha bisogno di visione, di maggiori impianti, di incentivare l’offerta, di abbattere barriere tecnologiche e non: tutto ciò è fondamentale, specialmente ora che dall’Europa arriveranno fondi. Come Confindustria siamo convinti, e lo dimostra anche la distribuzione delle deleghe del Presidente Bonomi, che l’ambiente debba essere protagonista, grazie anche ad imprese che promuovono l’innovazione. Occorre valorizzare le capacità delle imprese e soprattutto superare il concetto retrogrado della contrapposizione tra impresa e ambiente. Occorre un’operazione verità, accompagnata da ottimismo”.

La sfida ad utilizzare al meglio le risorse europee è stata sottolineata anche da Mario Scino, Capo del Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica, poiché “abbiamo il compito di monitorare gli investimenti pubblici, di recuperare progettualità e di saper riprogrammare le risorse che non sono state utilizzate, con una governance attenta e attiva”.

Il tema dell’innovazione attraverso l’intelligenza artificiale è stato al centro dell’intervento di Alessandro Piva, Direttore Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano – di cui Itelyum è partner – che ha descritto un mercato in crescita, ma con ancora grandi spazi da riempire. “Ci sono due grosse famiglie di imprese, solo il 50% si sta muovendo su intelligenza artificiale. Il maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale presuppone cambiare competenze, cambiare il modo dell’azienda di interfacciarsi con propri clienti. Parola chiave non può che essere il tema della gestione del cambiamento, che è la sfida centrale nell’evoluzione del prossimo futuro”.

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