La controllata TotalEnergies ha inaugurato “nuove linee di produzione” di batterie allo stato solido presso il suo stabilimento di Bordeaux, confermando la Francia come il Paese più attivo nell’accumulo di ultima generazione.

Nuova linee produttiva francese per le solid-state batteries
Il futuro dell’accumulo elettrochimico? Le batterie allo stato solido (solid-state batteries – SSB), ultima evoluzione del settore in grado di offrire un netto vantaggio sulle unità agli ioni di litio in materia di densità energetica. Un mercato ancora agli albori ma quasi tutto ad appannaggio dei produttori asiatici, Cina in primis.
Ma qualcosa si sta muovendo anche in Europa, in particolare in Francia, dove la tecnologia allo stato solido è entrata nelle mire di diversi investitori. I progetti avviati o in fase di sviluppo sono diversi e tra i primi a tagliare il traguardo commerciale c’è anche Saft, la controllata di TotalEnergies.
Obiettivo Saft: elettrificare il settore aeronautico e spaziale
Il 19 ottobre la società ha inaugurato “nuove linee di produzione” di SSB presso il suo stabilimento di Bordeaux, divenendo il primo produttore francese in grado di sviluppare e produrre questa tecnologia impiegando elettroliti a base di solfuri e polimeri.
“Le batterie a stato solido – spiega Cedric Duclos, Amministratore delegato di Saft – sono tra le innovazioni più promettenti per soddisfare le esigenze di elettrificazione del futuro. Con questa nuova linea di produzione, Saft compie un importante passo avanti, trasformando anni di ricerca in concrete capacità industriali. Ciò conferma la nostra ambizione di rendere la Francia e l’Europa protagoniste in questa tecnologia strategica”.
La destinazione delle nuove batterie allo stato solido made in France è già stata definita. Secondo quanto confermato dall’azienda in una recente nota stampa, le unità sosterranno l’elettrificazione e la decarbonizzazione del settore aeronautico e spaziale, “due settori in cui i miglioramenti in termini di sicurezza, prestazioni e densità energetica sono particolarmente strategici”.
Sulla carta, infatti, le celle elettrochimiche con elettrolita solido possono offrire densità di energia fino al 50% superiori rispetto alle convenzionali batterie agli ioni di litio. Gli ultimi dati forniti dal mondo della ricerca ipotizzano un’energia specifica di 300-900 Wh/kg contro 160-300 Wh/kg delle unità agli ioni.
Senza contare il dato sulla sicurezza: gli elettroliti sono più stabili termicamente, consentendo una gamma di temperature (ma anche di tensioni) più ampia e, soprattutto, non sono infiammabili.
Batterie allo stato solido Made in France
Non meraviglia dunque che il settore dell’accumulo, in particolare quello legato ai veicoli elettrici, stia facendo convergere nel segmento importanti capitali. Nel trend globale che vede come maggiori protagonisti la Cina, la Corea del Sud, gli Stati Uniti, Taiwan e il Giappone (quest’ultimo soprattutto per numero di brevetti), la Francia si sta ritagliando un suo spazio.
Secondo la piattaforma di intelligence MarketsandMarkets, il mercato francese delle SSB valeva 10,3 milioni di dollari nel 2025 e dovrebbe raggiungere i 55,9 milioni di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 32,5%.
Oltre a Saft, il Paese oggi ospita anche la taiwanese ProLogium Technology, impegnata a realizzare a Dunkerque la seconda gigafactory per batterie allo stato solido a livello globale; l’impianto è progettato per raggiungere una capacità produttiva annua di 4 GWh entro il 2030.
Anche Blue Solutions, una divisione del conglomerato francese Bolloré, ha un ruolo nel campo. In realtà l’azienda è stata la prima a instaurare una simile produzione in Francia con i suoi polimeri al litio-metallo e un output dedicato principalmente al settore dei trasporti e dell’elettronica di consumo.












