Progetto BRISK, la ricerca europea sulla biomassa fa rete

Il progetto quadriennale BRISK ha creato una banca dati consultabile online, permettendo a PMI e ricercatori di accedere più facilmente agli impianti di test

 

Progetto BRISK, la ricerca europea sulla biomassa fa rete

 

(Rinnovabili.it) – Sviluppare un centro di eccellenza europeo che operi a 360 gradi nel settore dei biocarburanti di seconda generazione. Questo uno degli obiettivi che si sono posti i partner di BRISK, il progetto europeo avviato nel 2011. Cordinato dal Royal Institute of Technology (KTH) della Svezia, BRISK ha messo al lavoro, per quattro anni, 26 partner scientifici provenienti da tutta Europa (tra cui anche l’ENEA) su un ambizioso obiettivo: quello di riuscire a creare una rete di infrastrutture di ricerca comunitarie capaci di ottenere sensibili progressi nella conversione della biomassa termici per la produzione di biocarburanti. I risultati del progetto sono stati presentati a settembre, mostrando come il Consorzio abbia saputo centrare l’obiettivo: gli oltre 200 partecipanti hanno sviluppato una piattaforma integrata per i processi termochimici di conversione della biomassa attraverso l’uso di infrastrutture finalizzate a fornire supporto in R&D per i processi innovativi, a loro volta mirati a convertire scarti agricoli e/o agroindustriali in bioliquidi, biogas o combustibili solidi.

 

Lo scopo? Quello  di evitare la frammentazione delle differenti facilities esistenti a livello europeo per i processi termochimici, mettendo a sistema infrastrutture e competenza. “Molti studenti e PMI non hanno accesso a questi impianti,” spiega dalle pagine di CORDIS il coordinatore del progetto, il prof. Andrew Martin del KTH svedese. “Il progetto BRISK ha tentato di mettere questi impianti a disposizione dell’intera comunità di ricerca, per superare la frammentazione e permettere di testare nuove materie prime.” La rete di partner ha permesso di mettere a punto innovative metodologie sperimentali per la trasformazione della biomassa in biofuel, insieme a protocolli e un database on line per favorire la condivisione dei dati e la valutazione comparativa degli impianti.

“Adesso che il progetto è stato concluso, stiamo già formando un nuovo consorzio, cercando di trovare un bando di Orizzonte 2020 adatto alle nostre esigenze”, continua Martin. “Il nostro obiettivo è di allargare ulteriormente il campo di applicazione includendo più processi biologici e una più vasta gamma di materie prime.”

 

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