Ethical energy farm: il gas pulito che aiuta a smaltire i rifiuti

Si parte dagli scarti vegetali ed animali per produrre biogas: elettricità e riscaldamento a chilometri zero

Ethical energy farm: il biogas

 

(Rinnovabili.it) – Nulla si scarta in una “Ethical Energy Farm“, la fattoria di nuova generazione che non ha paura di sfruttare tutti gli strumenti green a sua disposizione per rendersi autosufficiente senza compromettere l’equilibrio ambientale e sociale. Con il biogas anche i rifiuti vegetali ed animali possono essere trasformati in elettricità e calore.

 

Il biogas è una miscela di vari tipi di gas composti principalmente da metano e ottenuti dalla fermentazione di residui organici provenienti da rifiuti vegetali o animali, si forma spontaneamente con la fermentazione della materia organica ed è costantemente presente intorno a noi.

Il processo di formazione del biogas è la digestione anaerobica, ovvero la biodegradazione di una sostanza organica in assenza di ossigeno.

 

COME FUNZIONA – I rifiuti vengono depositati in un serbatoio che per gravità consente al refluo di entrare nell’impianto dove un miscelatore garantisce l’omogeneità del liquame impedendo che si formino sedimenti. Il liquido ottenuto va nel digestore anaerobico, ermeticamente chiuso e coibentato, in cui il gas gorgoglia nella parte superiore e il liquido si deposita in quella inferiore.

Il gas poi viene messo in un serbatoio di stoccaggio e il liquame ormai digerito viene convogliato in un recipiente esterno.

Un cogeneratore trasforma il gas in energia elettrica mentre quella termica deriva dallo sfruttamento dell’acqua calda prodotta dal ciclo di raffreddamento del motore.

 

VANTAGGI E SVANTAGGI – La produzione di biogas permette di pareggiare il bilancio dell’anidride carbonica emessa in atmosfera, infatti la CO2 emessa dalla combustione del biogas è la stessa CO2 fissata dalle piante (o assunta dagli animali in maniera indiretta tramite le piante.  Inoltre con questo metodo si limitano le emissioni di metano, potente gas serra, nella troposfera, in quanto dopo la combustione il gas viene degradato in CO2 e  acqua.

In un impianto a biogas, oltre al gas, all’energia elettrica e al calore, si produce anche un pregiato fertilizzante. Azoto, fosforo e potassio restano praticamente intatti durante la produzione del biogas e addirittura risultano più concentrati. Si instaura effettivamente un circuito quasi chiuso impiegando questo fertilizzante sui campi dove si origina il substrato.

I vantaggi economici sono evidenti; infatti oltre all’incentivo economico si somma una significativa diminuzione dei costi di smaltimento dei rifiuti organici agroindustriali e urbani.

Uno degli svantaggi della produzione di biogas sono i cattivi odori emessi dalla fermentazione dei vegetali e del liquame, quindi la zona di produzione deve essere collocata lontano dai centri abitati.

Molte centrali a biogas usano liquami animali combinati con vegetali (nel rapporto di 25:75), poiché la resa del biogas si ottimizza mescolando più tipologie di prodotti organici. Quindi, per questo tipo di centrali, c’è il problema della materia prima, infatti per alimentare una centrale da 1 megawatt, usando solamente prodotti appositamente coltivati, occorrono circa 300 ha di terreno a disposizione.

 

ESEMPI REALIZZATI –  La Fattoria della Piana di Candidoni, in provincia di Reggio Calabria, utilizza i reflui dell’allevamento, i sottoprodotti della lavorazione del latte e dell’agricoltura della zona, come il pastazzo di agrumi, la pollina e la frutta andata a male per alimentare un impianto agroenergetico a biogas che produce fino a 625 kW/h. L’azienda sfrutta il 30% dell’energia prodotta dal cogeneratore, il restante 70% viene immesso nella rete elettrica nazionale, mentre i residui del digestore divengono concimi ad alto potere fertilizzante utilizzati nel territorio calabrese.