La Regione Emilia Romagna ha stanziato 2.500.000 euro per finanziare con contributi a fondo perduto del 35%-40% impianti rinnovabili e accumuli da inserire nelle comunità energetiche. Domande al via dal 17 marzo 2026

Approvato il Bando CER Emilia Romagna per il 2026
Il Bonus PNRR per le comunità energetiche rinnovabili è terminato tra proteste e recriminazioni, ma ci sono territori pronti a sopperire alla mancanza con incentivi regionali. È il caso del nuovo bando CER dell’Emilia-Romagna, deliberato in giunta solo qualche giorno fa. L’amministrazione ha messo sul tavolo 2,5 milioni di euro con l’obiettivo di aiutare a coprire i costi degli impianti di produzione e accumulo dell’energia a servizio delle comunità stesse.
Una mossa che mira, da un lato, a incrementare le FER regionali e, dall’altro, a generare benefici dal punto di vista economico e sociale, soprattutto attraverso il coinvolgimento di soggetti economicamente svantaggiati.

A chi è rivolto il bando CER 2026?
Possono richiedere il contributo le comunità energetiche rinnovabili già costituite o i singoli membri delle stesse. Sono escluse, però, le persone fisiche, le imprese della produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura e gli istituti finanziari. Alle aziende che faranno domanda è altresì richiesto di essere iscritte al Registro Imprese, non in liquidazione e, soprattutto, dotate di polizza assicurativa contro le calamità naturali (CAT-NAT).
Ovviamente l’investimento deve rimanere all’interno del territorio della Regione Emilia-Romagna.
Quanto vale l’incentivo?
L’aiuto è un contributo a fondo perduto che copre il 35% delle spese ammissibili, aliquota che può crescere fino al 40% se l’impianto oggetto della spesa è situato in aree montane o interne della Regione. Ogni soggetto può presentare una sola domanda per un singolo impianto, con un massimale ottenibile di 150mila euro. Gli incentivi del bando CER sono cumulabili con altri aiuti di Stato.
Caratteristiche dei Progetti
Per ottenere i contributi è necessario rispettare rigorosi requisiti, a cominciare da quelli inerenti ai progetti. Sono ammessi solo nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con una potenza massima di 1 MW. Inoltre, le installazioni devono avere le seguenti caratteristiche:
- trovarsi sul territorio della Regione Emilia-Romagna;
- avere il proprio punto di connessione attivo all’interno dell’areale della cabina primaria di riferimento di almeno un punto di prelievo di uno dei membri della CER, e che sia intestato al soggetto che richiede il contributo;
- essere a servizio di una comunità energetica rinnovabile;
- non contemplare interventi di revamping, repowering o sostituzione di impianti esistenti;
- i lavori devono iniziare dopo la presentazione della domanda e concludersi entro il 31 dicembre 2027, mentre l’entrata in esercizio deve avvenire entro la data di rendicontazione.
Spese ammissibili al Bando CER Emilia-Romagna
Via libera agli impianti fotovoltaici ma anche ai sistemi di accumulo energetico, comprendendo nella spesa fornitura, posa e connessione alla rete. Ammesse anche le spese tecniche e quelle per le opere murarie nella misura massima del 20% della spesa dell’impianto.
L’IVA è ammissibile “solo se rappresenta un costo reale per il beneficiario”. Sono escluse, invece, le spese per acquisto terreni, bonifica amianto, interessi e studi di prefattibilità.
Come presentare la domanda di contributo?
I soggetti interessati al bando CER dell’Emilia-Romagna 2026 potranno fare richiesta online tramite l’applicativo SFINGE 2020 (accesso tramite SPID/CIE/CNS) dalle ore 10.00 del 17 marzo 2026 alle ore 13.00 del 7 maggio 2026. Nota bene: la piattaforma sarà accessibile 2 giorni prima dell’apertura della fase di invio per caricare e validare i dati.
Tra i documenti richiesti da tenere sottomano:
- l’atto costitutivo della CER;
- la disponibilità dell’area (proprietà, superficie, ecc.);
- il preventivo di connessione;
- la relazione tecnica e la modulistica DNSH (rispetto dell’ambiente).
La procedura di selezione
La procedura è di tipo valutativo a sportello; quindi, le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo, tuttavia il sistema di valutazione prevede specifiche premialità:
- Qualità della proposta – massimo 35 punti: chiarezza del progetto e stato di avanzamento (es. possesso di autorizzazioni o preventivi di connessione).
- Capacità energetica – massimo 35 punti: intesa come la quantità di energia rinnovabile prodotta e capacità di accumulo.
- Dimensione della CER – massimo 15 punti: calcolata in termini di numero di membri.
- Sostenibilità economica – massimo 15 punti: tempi di ritorno dell’investimento e capacità di coprire i costi di gestione futuri.
È previsto un bonus di 3 punti (se raggiunto il minimo di 50) per progetti che coinvolgono:
- Soggetti in povertà energetica (ISEE < 15.000 €).
- Enti del terzo settore o gestori di edilizia residenziale pubblica.
- Enti locali con piani di adattamento climatico o che mettono a disposizione aree pubbliche.
- Progetti di inclusione e solidarietà sociale.
L’intero iter istruttorio si concluderà entro 90 giorni dalla chiusura del bando.












