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Progetti esemplari, ecco le specifiche per i progetti regionali

Il MASE pubblica il decreto direttoriale che definisce la tipologia di progetti e le modalità attuative della misura che incentiva le Regioni a ospitare impianti di produzione di energia rinnovabile.

Progetti esemplari, ecco le specifiche per i progetti regionali

Pubblicato il Decreto direttoriale del MASE n. 16 del 9 giugno 2025

A sette mesi dall’atto generale, arrivano le specifiche attuative per la nuova misura “Progetti Esemplari FER“, l’iniziativa che premia le Regioni che ospitano sul proprio territorio impianti rinnovabili. Non impianti qualunque ovviamente, ma quelli in grado di rappresentare buone pratiche, con particolare riferimento a tutte le forme di autoconsumo energetico.

Il Decreto Direttoriale, pubblicato stamane dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), entra nel dettaglio specificando: la tipologia dei soggetti beneficiari e dei progetti ammissibili, le modalità di attuazione generale e le condizioni di cumulabilità o revoca delle agevolazioni.

“Con questo provvedimento – ha dichiarato il ministro Gilberto Pichetto – sosteniamo le Regioni nella realizzazione di progetti pilota che abbiano un effetto moltiplicatore e possano rappresentare modelli di riferimento per la diffusione delle rinnovabili e dell’autoconsumo. È un passo concreto per accompagnare cittadini, imprese e comunità locali verso un sistema energetico più sostenibile e partecipato, valorizzando non solo la produzione di energia pulita, ma anche la consapevolezza collettiva del ruolo che ciascuno può avere nella transizione energetica”.

Chi potrà accedere a tali risorse?

Ricordiamo che Progetti Esemplari FER mette a disposizione 38 milioni di euro totali, che le Regioni dovranno – nella loro quota parte – destinare al finanziamento di progetti con un’agevolazione in conto capitale.

Nel dettaglio le agevolazioni sono riservate a:

  • enti pubblici
  • istituti pubblici di assistenza e beneficenza (Ipab)
  • consorzi di bonifica
  • enti e organismi di ricerca e formazione
  • enti religiosi
  • enti del terzo settore
  • associazioni di protezione ambientale
  • amministrazioni locali contenute nell’elenco delle amministrazioni pubbliche divulgato dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT).

I progetti esemplari ammissibili

Il nuovo decreto detta alcune condizioni prioritarie per i progetti che potranno beneficiare dei finanziamenti. A partire ovviamente dalla modalità di autoconsumo, singolo o collettivo, dell’impianto a fonti rinnovabili. Porte aperte dunque anche alle Comunità energetiche rinnovabili (CER) a patto che le installazioni si trovino su aree e superfici di proprietà dei soggetti sopracitati o nella loro disponibilità.

Si dovrà trattare di impianti per la produzione elettrica, ma potranno essere abbinati anche sistemi di accumulo, interventi di elettrificazione dei consumi termici degli edifici e colonnine di ricarica elettrica per veicoli di proprietà dei soggetti proponenti o associati a servizi pubblici.

Altra condizione sine qua non: dovranno essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione ed ultimati ed entrare in esercizio entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

“Per i progetti esemplari […] è riconosciuta un’agevolazione in conto capitale massima dell’80%“, si legge nel provvedimento.

Le agevolazioni concesse dalle Regioni potranno essere cumulate con altri incentivi a patto che non rientrino nel campo d’applicazione della normativa in materia di aiuti di Stato e che non superino l’intero costo ammissibile.

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