Energie rinnovabili in Europa: bilancio positivo, ma occhio ai rischi

Nel 2018, la quota di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto il 18% del consumo finale lordo di energia nell’eurozona, rendendo raggiungibile l’obiettivo del 20% di energia pulita entro il 2030. Tuttavia, la crescita della combustione di biomasse ha determinato un aumento delle emissioni di particolato e COV.

Energie rinnovabili in Europa
Credits: Nyamdorj da Pixabay

L’EEA stila un bilancio sulle energie rinnovabili in Europa: i risultati sono positivi, ma occorre porre attenzione alle criticità.

 

(Rinnovabili.it) – Un nuovo briefing dell’European Environment Agency (EEA) esamina la diffusione delle energie rinnovabili in Europa a partire dal 2005 e il loro contributo rispetto agli obiettivi climatici ed energetici dell’UE. La pubblicazione, dal titolo Renewable energy in Europe: key for climate objectives, but air pollution needs attention, analizza anche l’effetto della crescita delle energie rinnovabili rispetto alle emissioni di inquinanti atmosferici, come particolato e ossido di azoto, lanciando un monito molto preciso.

 

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Usando i dati pubblicati nel rapporto Energie rinnovabili in Europa – 2019. Crescita recente ed effetti a catena, redatto dall’European Topic Centre on Climate change Mitigation and Energy, il briefing mostra come la quota di energia rinnovabile nel mix energetico europeo sia aumentata costantemente, sia su scala europea, sia all’interno dei confini dei singoli Stati membri. Secondo le stime preliminari dell’EEA, la quota di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto il 18% del consumo finale lordo di energia nell’UE nel 2018.  In generale, dunque, l’obiettivo dell’UE di una quota del 20% di energia rinnovabile entro il 2020 sembra essere assolutamente raggiungibile.

 

La costante crescita delle rinnovabili ha anche fatto in modo che diminuisse il bisogno di combustibili fossili per soddisfare la domanda energetica. Senza i progressi nel campo delle energie rinnovabili in Europa, secondo l’EEA le emissioni di gas serra sarebbero state superiori dell’11% nel 2018 e l’UE non sarebbe stata in grado di raggiungere i suoi obiettivi. La crescente quota di energie rinnovabili ha inoltre contribuito a ridurre le emissioni di alcuni inquinanti atmosferici, principalmente anidride solforosa e ossidi di azoto. Tuttavia, il briefing dell’EEA mostra che le emissioni di particolato e composti organici volatili (COV) sono aumentate negli ultimi anni, soprattutto a causa della combustione di biomasse solide per il riscaldamento domestico, la quale ha però svolto un ruolo fondamentale per la crescita dell’uso di energia rinnovabile. Infatti, circa la metà di tutte le energie rinnovabili in Europa è attualmente utilizzata per il riscaldamento.

 

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Per questa ragione, il briefing dell’EEA evidenzia che per massimizzare i benefici climatici della transizione energetica, la politica europea dovrà valutare attentamente su quali fonti di energia rinnovabile puntare per migliorare il suo mix energetico, prestando particolare attenzione ai potenziali impatti derivanti proprio dalla combustione della biomassa.

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