Nel Regno Unito l’eolico offshore si prepara a battere il gas

Il repowering dei progetti più vecchi con aerogeneratori più moderni potrebbe, entro il 2030 rendere il vento addirittura più economico del gas

In Danimarca l’eolico offshore a prezzi stracciati

 

(Rinnovabili.it) – Le previsioni energetiche le Regno Unito sono tutte a favore del vento marino. Secondo una recente analisi i parchi eolici offshore progettati per il 2020 potrebbero fornire energia pulita ad un costo competitivo con quello delle nuove centrali a gas, per divenire addirittura più economici entro il decennio successivo. Questa infatti è la conclusione chiave del report “Offshore Wind: Delivering More for Less”, redatto dalla BVG Associates per conto di Statkraft, presentato non a caso in un momento in cui il Governo UK si sta dando da fare per riorganizzare gli incentivi dedicati alle fonti rinnovabili. Lo studio esplora la forte riduzione dei costi dell’eolico offshore raggiunta in questi ultimi anni soprattutto nel Regno Unito, e gli impegni profusi dall’industria per soddisfare l’obiettivo del governo: ridurre i costi a meno di 100 sterline il MWh per la fine del decennio.

Il trend è già oggi evidente, spiegano gli autori, ed è merito non solo dei progressi tecnologici ma anche della supply chain e della politica. Questi tre fattori determineranno un ulteriore ribasso nei costi nei prossimi cinque anni, che farà sì che le turbine eoliche marine siano competitive con i nuovi impianti a ciclo combinato. “Il repowering dei progetti più vecchi con aerogeneratori più moderni potrebbe, dalla fine degli anni 2020, rendere il vento addirittura più economico del gas”, si legge nel rapporto il rapporto. “Ciò creerà un forte richiamo per gli investimenti interni, e sosterrà e farà crescere i livelli di occupazione per oltre 50 anni”.

 

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Portando in porto tutti i progetti oggi su carta, entro il 2030 il Regno Unito potrà contare su 24 GW eolici a largo delle sue coste, che forniranno anche una spinta importante alla supply chain, assicurando 36 miliardi di sterline in totale tra il 2015 e la fine del prossimo decennio e dando vita a più di 18.000 posti di lavoro diretti.

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