Coloranti a base di ferro per un fotovoltaico ibrido più economico

Prodotto un colorante a base di ferro capace di catturare e convertire la luce in elettroni con un’efficienza di quasi il 100%

Coloranti a base di ferro per un fotovoltaico ibrido più economico

 

(Rinnovabili.it) – Arriva dalla Svezia la nuova scoperta per abbassare ulteriormente i costi del fotovoltaico ibrido. Un team della Lund University ha trovato un modo per catturare efficientemente l’energia dei raggi solari usando molecole contenenti ferro. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Chemistry, si è focalizzata sulla realizzazione di sottili pellicole di fotovoltaico ibrido, ovvero fotovoltaico bastato su celle sensibilizzate con coloranti, formate con materiali inorganici – in questo caso ossido di titanio nanostrutturato (TiO2) – e materiali organici. Oggi, le migliori celle solari di questo tipo impiegano coloranti contenenti rutenio, elemento raro e costoso.

 

“Molti ricercatori hanno cercato di sostituire il rutenio con il ferro, ma senza successo. Tutti i tentativi precedenti hanno portato a molecole che convertono l’energia luminosa in calore invece che in elettroni, come invece è richiesto dalla tecnologia fotovoltaica”, spiega Villy Sundström, professore di fisica chimica alla Lund University. I ricercatori del Dipartimento di Chimica dell’ateneo svedese, in collaborazione con l’Uppsala University, sono stati invece in grado di produrre con successo un colorante a base di ferro che è capace di convertire la luce in elettroni con un’efficienza di quasi il 100%.

 

“Il vantaggio di utilizzare il ferro è che si tratta di un elemento comune in natura. In futuro potrà fornire applicazioni fotovoltaiche economiche e rispettose dell’ambiente”, aggiunge Kenneth Wärnmark, co-autore della ricerca. Come sono riusciti dove altri hanno fallito? Combinando gli esperimenti pratici con simulazioni al computer: così hanno compreso nel dettaglio il design perfetto affinché le molecole di ferro funzionino. Questa conoscenza sarà ora utilizzata per sviluppare ulteriormente i coloranti a base di ferro. “I risultati dello studio suggeriscono che le celle solari basate su questi materiali possono essere efficienti quanto quelle che oggi si basano sul rutenio o altri metalli rari”, assicura Sundström. Sono necessarie ulteriori ricerche prima che la nuova tinta possa essere impiegata in una cella solare commerciale ma, per gli scienziati, ci sono grandi speranze.

2 Commenti

    • Dubito si intenda efficienza come energia prodotta su energia che colpisce il pannello. Più probabile che sia una certa efficienza di cui non ricordo il nome legata alla probabilità con cui i fotoni creano corrente, ma non mi intendo della cosa.

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