I droni solari di Google sono pronti a spiccare il volo

Big G spera di testare i suoi velivoli automatizzati già entro la fine di quest’anno all’interno del suo “Project Titan”

I droni solari di Google sono pronti a spiccare il volo

 

(Rinnovabili.it) – Ne avevamo parlato poco meno di un anno fa, ora i droni solari di Google stanno scaldando al sole i propri motori elettrici pronti al debutto ufficiale. Big G spera infatti di testare i suoi velivoli automatizzati già entro la fine di quest’anno all’interno del suo “Project Titan“, mantenendo così le promesse fatte nella lotta al digital divide. Sì perché gli speciali droni firmati Mountain View avrebbero uno scopo ben preciso: portare la connessione internet nelle zone remote del Pianeta senza copertura di rete o dove il segnale necessita di un aiuto. L’annuncio è stato dato da  Sundar Pichai, VP senior di Google nel corso del Mobile World Congress di Barcellona, lo scorso lunedì.

 

Pichai ha spiegato che le intenzioni della società sono quelle di impiegare i droni solari come hot spot autosufficienti per la fornitura dei servizi di rete. E all’occorrenza, in caso di calamità o disastri naturali, potrebbero sorvolare le aree in difficoltà per raccogliere dati e informazioni. Naturalmente, ci sono già i satelliti in orbita che forniscono l’accesso a Internet, ma la speranza è che l’utilizzo dei droni sia molto più conveniente. Sviluppati da Titan Aerospace, che Google ha acquisito in aprile 2014, questi velivoli fotovoltaici senza pilota potrebbero affiancare un’altra iniziativa contro il digital divide, sempre a firma Google. Parliamo del Loon Project, ora in fase di test in Australia e Sud America: in questo caso i droni lasciano il posto a giganteschi palloni aerostatici in grado di offrire al loro passaggio la copertura internet della zona sorvolata per oltre 40 Km di diametro. A ciò si aggiunge anche un terzo programma, soprannominato Project Blank avviato un anno fa e con il medesimo obiettivo: portare la connettività nelle zone rurali e urbane in tutto il mondo. “Abbiamo costruito una rete in fibra e lavorato con i fornitori locali di servizi 4G”, ha spiegato Pichai. “Metteremo on line il progetto in Africa quest’anno.”

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