Birol (IEA): Fotovoltaico? In 5 anni sarà la prima fonte in Europa

In occasione del Summit SolarPower , il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia ha anticipato alcuni dati del prossimo ‘World Energy Outlook 2020’

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Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

(Rinnovabili.it) – “I nostri numeri dimostrano che se l’Europa riuscirà a perseguire l’obiettivo delle zero emissioni nette, entro cinque anni il fotovoltaico rappresenterà la fonte numero uno per capacità elettrica, superando tutte le altre”. A dipingere un roseo futuro per il solare europeo è oggi Fatih Birol, il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA. Parlando dal SolarPower Summit, Birol ha anticipato alcuni dati del prossimo ‘World Energy Outlook 2020’, il report che annualmente analizza i trend su domanda e offerta di energia e cosa essi significhino per il futuro della sicurezza energetica, della protezione ambientale e dello sviluppo economico.

Come spiegato dalla stessa IEA, le circostanze eccezionali di questo 2020 hanno richiesto un approccio eccezionale alla preparazione dell’Outlook. I consueti orizzonti di modellizzazione a lungo termine sono stati mantenuti, ma il focus del report – che sarà pubblicato il 13 ottobre – è fisso sui prossimi 10 anni. Il documento esplorerà in dettaglio gli impatti della pandemia di Covid-19 sul settore energetico, e le azioni a breve termine che potrebbero accelerare le transizioni verso l’energia pulita. E prenderà di mira le principali incertezze che il comparto dovrà affrontare, mappando le scelte a favore di una ripresa sostenibile.

“L’energia pulita deve essere al centro della ripartenza economica globale, poiché offre una soluzione alle crisi finanziarie e climatiche”, ha dichiarato Birol. “Il fotovoltaico è stato essenziale per offrire resilienza durante la pandemia e, con il quadro del nuovo Green Deal europeo, l’Europa può guidare il mondo nella fornitura di tecnologia solare e rinnovabile”.

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Una posizione pienamente condivisa anche da Aristotelis Chantavas, Presidente di SolarPower Europe, l’associazione che rappresenta i produttori fotovoltaici europei, ospite dell’evento. “Sebbene il 2020 sia stato un anno impegnativo per il mondo, possiamo già guardare avanti a quello che è l’inizio di un vero decennio solare, come confermato dagli ultimi dati IEA”, ha affermato Chantavas. “Guardando indietro, al 2019, il fotovoltaico ha aggiunto la più alta quota di nuova capacità nell’UE rispetto a qualsiasi altra tecnologia energetica, raddoppiando a 16,7 GW”. Per potenziare ulteriormente il settore, tuttavia, vi sono ancora dei nodi da sciogliere. 

Dall’analisi dei piani nazionali su energia e clima (PNIEC) degli Stati membri – aggiunge Chantavas – è emersa la necessità di misure di semplificazione che rimuovano limitazioni e colli di bottiglia al fotovoltaico europeo. Attualmente i PNIEC promettono nel complesso 209 GW di capacità solare aggiuntiva entro il 2030, ovvero 19 nuovi GW all’anno. Ciò contribuirà a superare l’obiettivo rinnovabili per il 2030, raggiungendo il 33,1 – 33,7% di green energy nei consumi di fine decennio. I Paesi, però, possono e devono fare di più. Secondo la valutazione di SolarPower Europe, il mercato potrebbe puntare a 24 nuovi GW fotovoltaici installati ogni anni. A patto ovviamente di rimuovere oggi gli ostacoli più ingombranti.

“L’eliminazione delle barriere normative – , ha aggiunto Raffaele Rossi, Policy Analyst presso SolarPower Europe – stimolerà il mercato fotovoltaico europeo e sbloccherà mezzo milione di posti di lavoro entro il 2030, la maggior parte dei quali segmento ad alta intensità di manodopera del solare sul tetto, e potrebbe innescare nuove attività di produzione lungo l’intera catena del valore”.

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