Giordania: Azraq è il primo campo profughi a energia solare

Un impianto da due megawatt di potenza rifornirà di elettricità 20mila dei 54mila siriani alloggiati nel campo profughi. Nel 2018 la mini-grid sarà estesa a tutti gli alloggi

 

Sotto il sole del deserto il campo profughi a energia solare

(Rinnovabili.it) – E’ stato aperto ad aprile 2014 e oggi ospita, nel mezzo del deserto giordano, oltre 54mila siriani in fuga dalla guerra. Parliamo di Azraq, campo profughi realizzato nel deserto orientale della Giordania. La struttura, destinata a diventare il più grande centro di accoglienza rifugiati del Paese, ha dovuto fare i conti fino dalla sua inaugurazione con un’alimentazione energetica scarsa e intermittente. L’unica fonte di energia elettrica erano fino poco tempo fa quasi esclusivamente le lanterne solari, soluzione insostenibile per strutture presenti nel campo come l’ospedale o gli ambulatori.

 

A migliorare la situazione è oggi un impianto fotovoltaico da 2 MW realizzato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) che ha trasformato Azraq nel primo campo profughi a energia solare. La centrale fornirà energia pulita a circa 20.000 profughi che vivono in rifugi connessi all’impianto tramite una rete realizzata all’inizio dell’anno. Da gennaio 2018, l’infrastruttura di distribuzione dovrebbe essere estesa a tutti gli altri residenti nel campo.

 

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“Illuminare il campo non è solo un risultato simbolico, ma fornisce un ambiente più sicuro per tutti i residenti, permette di accedere a mezzi di sussistenza e dà ai bambini la possibilità di studiare dopo il tramonto”, spiega Kelly Clements, commissario dell’UNHCR. “Soprattutto, consente a tutti i residenti di condurre una vita più dignitosa.”

 

il primo campo profughi a energia solare

 

Luce, elettricità per conservare i cibi, accendere i ventilatori e caricare i telefonini ma anche un contributo sociale diretto: tutto questo è la solar farm di Azraq. La realizzazione del progetto ha fornito reddito e formazione tecnica a più di 50 profughi che, sotto la supervisione della società fotovoltaica Mustakbal, hanno aiutato a costruire l’istallazione. L’impianto è stato istallato grazie ad un investimento di 8,75 milioni di euro, finanziati interamente dalla campagna umanitaria “Vite più luminose per i Rifugiati” di IKEA Foundation.

 

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La misura si tradurrà non solo in migliori condizioni di vita, ma anche in un risparmio immediato di energia e quindi di soldi spesi per il suo rifornimento, che saranno reinvestiti in altre forme di assistenza. Il primo campo profughi a energia solare segna un cambiamento di paradigma nel modo in cui il settore umanitario sostiene le popolazioni sfollate – ha aggiunto Per Heggenes, amministratore delegato di IKEA Foundation. “UNHCR potrà risparmiare milioni di dollari, riducendo le emissioni di carbonio e migliorando le condizioni di vita per alcuni dei bambini e delle famiglie più vulnerabili del mondo”.

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