Rinnovabili • pannelli fotovoltaici colorati q.olor

Tecnologia e design made in Italy si fondono in un’esplosione di Q.olor ®

L'azienda veneziana Invent Srl ha brevettato i primi pannelli fotovoltaici realmente colorati: alta efficienza, resistenza all'usura e una gamma di soluzioni (dai più rispettosi dell'ambiente a quelli più glamour) per integrare il fotovoltaico nell'architettura degl'edifici

pannelli fotovoltaici coloratiGrande successo nel mondo per il brevetto di Invent: un pannello fotovoltaico colorato con circuiti invisibili al servizio del rispetto ambientale e delle personalizzazioni architettoniche

 

(Rinnovabili.it) – Tecnologia avanzatissima e design italiano s’incontrano: a creare questa potente alchimia è Invent Srl, l’azienda veneziana che si sta affermando in tutto il mondo con i suoi rivoluzionari moduli fotovoltaici.

 

Dimentichiamo il tradizionale concetto di modulo fotovoltaico: grazie al brevetto InvisibleCell ®, Invent produce moduli fotovoltaici i cui circuiti elettrici sono invisibili. Un altro brevetto Invent fa il resto: è Q.olor ®, la gamma di pannelli fotovoltaici realmente colorati che spalanca le porte a un mondo di nuove soluzioni per il fotovoltaico: non più solo un dispositivo tecnico per la produzione di energia green, ma una vera e propria componente architettonica, in perfetta armonia con la natura e con il contesto in cui si trova.

 

Fotovoltaico e ambiente: un matrimonio di colori

 

Invent Q.olor ® è disponibile in due varianti: la gamma “Full color” è specificamente rivolta a edifici inseriti in particolari contesti ambientali e che necessitano il rispetto di vincoli paesaggistici. Cotto, Sand e Brown sono infatti pensati per garantire eco sostenibilità al minimo impatto architettonico possibile in centri storici, zone costiere e paesi alpini, dove devono integrarsi e armonizzarsi con i colori dell’ambiente.

 

La gamma Q.olor ® “Dinamic color” si rivolge invece ai più moderni ambiti residenziali e industriali, per connotarne l’identità in modo forte e distintivo: gli scintillanti Purple, Gold, Orange e Dark Purple per conferire un carattere glamour a edifici che vogliono un tocco eccentrico e impattante; Teal e Green per riflettersi nella natura, richiamando il movimento dell’acqua cristallina e quello delle fronde degli alberi.

 

Per le imprese che lo scelgono nei propri colori aziendali, Q.olor ® è anche un elemento in più per trasmettere la propria brand identity.

 

 

Prestazioni certificate: resistenza e affidabilità

 

L’enorme investimento che l’azienda sta conducendo in questi anni nel campo della ricerca e sviluppo, che ha portato alla registrazione, tra gli altri, dei brevetti InvisibleCell ® e Q.olor ®, non ha trascurato nemmeno il miglioramento delle prestazioni e dell’affidabilità: Q.olor ® è composto da 60 celle fotovoltaiche di classe A in silicio policristallino, nella variante Dinamic color e monocristallino per la Full color, ad elevata potenza ed è certificato per resistere a temperature estreme e avverse condizioni ambientali.

Lo spessore del vetro del 25% maggiore rispetto ai tradizionali pannelli gli conferisce il 50% in più di resistenza alle sollecitazioni meccaniche e il 20% in più di resistenza alla grandine.

 

Tecnologia e design made in Italy: un successo internazionale

 

Dopo il grande apprezzamento ottenuto al WFES, il World Future Energy Summit di Abu Dhabi, lo scorso gennaio, Invent sta ora riscuotendo successi in tutta Europa e oltreoceano. Eccezionale interesse per Invent Q.olor ® è arrivato anche da Giappone, Angola, Messico ed Emirati Arabi, testimonianza dell’attrazione che la tecnologia e il design made in Italy suscitano nel mondo.

 

Per Invent Srl dunque il 2019 si è aperto e sta proseguendo nel migliore dei modi, in un settore chiave per il presente e il futuro come la tecnologia del fotovoltaico.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.