Semplificare i processi di autorizzazione per aiutare le energie rinnovabili

WindEurope, ESTIF, SolarPower Europe
 e altre 5 associazioni chiedono oggi un quadro adeguato e semplificato per l’autorizzazione dei nuovi impianti verdi

energie rinnovabili
Foto di NakNakNak da Pixabay

Gli operatori europei dell’energie rinnovabili scrivono a Bruxelles

(Rinnovabili.it) – Le principali associazioni di energia rinnovabile hanno inviato oggi una lettera alla Commissione europea per sollecitare un’azione risolutiva nei confronti dei colli di bottiglia del comparto green. 

WindEurope, Bioenergy Europe, EGEC, EREF, ESTELA, Ocean Energy Europe, ESTIF e SolarPower Europe spiegano che per riavviare l’economia europea post-COVID-19 e raggiungere al contempo gli obiettivi di decarbonizzazione 2030 e 2050 è necessario un quadro autorizzativo semplificato.

La missiva delinea alcune fasi chiave per aiutare a semplificare e accelerare i processi di autorizzazione. In particolare, le associazioni chiedono alla Commissione di garantire che gli Stati membri recepiscano e applichino efficacemente le norme sulle autorizzazioni previste dalla direttiva sulle energie rinnovabili del 2018 per progetti nuovi e potenziati; un processo che va di pari passo con il controllo che i Paesi dispongano delle risorse umane e amministrative utili ad elaborare tali domande. I firmatari sottolineano anche come il diritto dell’UE non vieti la modifica delle specifiche tecnologiche nel periodo tra l’applicazione delle autorizzazioni e la costruzione di un progetto di energia rinnovabile.

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L’esecutivo europeo ha già espresso il proprio sostegno all’espansione delle energie rinnovabili quale “motore della ripresa economica dell’UE e del Green Deal europeo”. E in più di un’occasione aveva puntato il dito sui nodi nazionali dal lato dell’iter burocratico. Anche per questo motivo aveva richiesto che tutti gli Stati membri confermassero misure di autorizzazione semplificata all’interno dei piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC) 2030.

Eppure, quasi tutti i PNIEC risultano attualmente muti da questo punto di vista, spiegano le associazioni. La maggior parte degli Stati membri non ha nemmeno previsto ulteriori risorse amministrative o umane per il rilascio delle autorizzazioni necessarie al raggiungimento dei propri obiettivi 2030 in materia di energie rinnovabili.

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