Se i pompaggi idroelettrici producessero anche acqua potabile

EDF e Oceanus stanno progettando la costruzione di una stazione di stoccaggio idrico a pompaggio dotata di desalinizzazione. L’impianto utilizzerà l’acqua del mare per produrre energia idroelettrica fornendo al contempo al contempo acqua dolce

pompaggi idroelettrici
Credits: Oceanus Power & Water

Al lavoro sulla prima centrale ad osmosi inversa idroelettrica del Cile

(RInnovabili.it) – Si chiama IPHROCES, acronimo delle parole inglesi “integrated pumped hydro reverse osmosis clean energy system” ed è il primo impianto impianto idroelettrico a pompaggio in grado di fornire sia energia elettrica che acqua potabile. Il progetto, sapiente mix tecnologico, appartiene ad Oceanus Energía y Agua de Sudamerica, unità della statunitense Oceanus Power & Water; la società ha firmato in questi giorni un accordo con la francese EDF con l’obiettivo di dare concretezza ai suoi speciali pompaggi idroelettrici. E di installare il primo sistema IPHROCES in un area costiera secca delle Ande cilene.

Il piano è quello di utilizzare l’acqua marina per produrre energia idroelettrica durante i periodi di forte domanda, generando al contempo acqua dolce a prezzi accessibili attraverso la stessa energia.

Come funziona IPHROCES?

Il funzionamento del sistema è pressoché identico a quello dei comuni pompaggi idroelettrici, se non per due piccoli particolari: il mare sostituisce il bacino inferiore e, accanto alle turbine idroelettriche, sarà installato un sistema ad osmosi inversa.

Utilizzando l’elettricità rinnovabile non necessaria alla rete, l’impianto pomperebbe l’acqua marina nel serbatoio di stoccaggio superiore. La riserva idrica verrebbe quindi rispedita a riva per produrre contemporaneamente acqua dolce ed energia elettrica. In entrambi i casi la pressione fornita dal salto d’altezza, guiderebbe i processi. “Questa pressione idraulica elimina la necessità di fornire elettricità aggiuntiva per azionare l’impianto di desalinizzazione, riducendo notevolmente sia la spesa in conto capitale che le spese operative associate alle centrali di dissalazione autonome”, ha affermato Oceanus.

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Il sistema è stato progettato integrando un deposito sotterraneo dove stoccare parte della salamoia prodotta, in maniera da migliorare la gestione strutturale e ambientale di IPHROCES. “Il risultato è una miscela a bassa concentrazione di salinità che viene rimandata all’oceano, riducendo al minimo gli impatti sulla vita marina”, ha aggiunto la società.

Oceanus non si sbilancia su costi e spese ma da un rapporto del ministero delle Finanze cileno nel 2018, risulterebbe che il consumo di energia del sistema è stato valutato come il più basso nel mercato dell’osmosi inversa.

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