La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, il programma italiano a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile

I nuovi CfD per l’idrogeno italiano
Il nuovo regime incentivante italiano per l’idrogeno ha ottenuto il via libera comunitario. Stamane la Commissione europea ha approvato il programma nazionale da sei miliardi di euro ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, con la precisa convinzione che – come sostenuto dalla Vicepresidente esecutiva Teresa Ribera – “sosterrà la produzione di idrogeno rinnovabile in Italia per i settori in cui può contribuire maggiormente alla riduzione delle emissioni”.
Il decreto ministeriale che disciplina lo schema incentivante era stato messo in consultazione nei primi mesi del 2024, per poi sparire dai radar. Oggi il testo sembrerebbe aver raggiunto la sua versione finale ed è stato notificato all’esecutivo europeo per riceverne la “benedizione ufficiale”.
La Commissione ha constatato che l’aiuto è “proporzionato”, “necessario e opportuno” ai fini della decarbonizzazione dei settori dei trasporti e dell’industria, e che “i beneficiari non produrrebbero idrogeno rinnovabile senza il sostegno pubblico”.
Come funzionerà il nuovo regime incentivante italiano per l’H2 verde?
Il decreto redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica introduce un incentivo alla produzione di idrogeno, sia quello rinnovabile ottenuto dall’elettrolisi, sia quello “bio” ottenuto da fonti biogeniche. Il meccanismo è quello già sperimentato con le rinnovabili elettriche, ovvero un contratto per differenza (CfD) bilaterale da assegnare tramite aste.
Durante la gara, i produttori di idrogeno potranno presentare delle offerte (Strike Price) rispetto al prezzo a base d’asta, ossia il valore massimo che lo Stato è disposto a pagare. Quest’ultimo sarà determinato attraverso la metodologia del Levelized Cost of Hydrogen (LCOH).
I vincitori firmeranno un CfD e, negli anni successivi, se il prezzo di mercato dell’idrogeno sarà inferiore allo Strike Price, lo Stato verserà al produttore la differenza. Se il prezzo di mercato sarà superiore, il produttore dovrà restituire l’eccedenza.
Il programma dovrebbe sostenere la produzione di 200.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno, rimanendo attivo fino al 31 dicembre 2029.
Il via libera dell’UE arriva a due giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri del D.lgs di recepimento della Direttiva Idrogeno e Gas.












