La Cina si prepara a entrare nella partita dell’idrogeno

Pochi i dettagli emersi finora. La strategia cinese dovrebbe dare ampio spazio all’idrogeno verde e puntare molto sul ruolo del vettore energetico per la mobilità sostenibile

Idrogeno: anche la Cina prepara la sua strategia
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Idrogeno rinnovabile al centro del piano di Pechino

(Rinnovabili.it) – La Cina sta mettendo a punto la sua strategia sull’idrogeno. Il piano è allo studio della National Development and Reform Commission, cioè la commissione che ha il ruolo più importante nella preparazione delle nuove politiche. Pochissime le indiscrezioni filtrate finora, ma sembra certo che Pechino vuole puntare sul vettore energetico e farne uno dei perni della sua transizione energetica.

La strategia sull’idrogeno cinese dovrebbe tenere al centro l’idrogeno verde. Nella classificazione per colori dell’H2, il verde indica l’idrogeno rinnovabile, vale a dire quello prodotto per elettrolisi a partire dall’acqua utilizzando energia rinnovabile. Altro dettaglio del piano, riferisce Bloomberg, è l’attenzione per la mobilità sostenibile. Pechino sembra infatti intenzionata a puntare molto sulle stazioni a idrogeno per veicoli. La strategia non ha ancora una data di pubblicazione prevista.

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Al momento, i tecnici e i politici cinesi stanno limando gli obiettivi e gli standard tecnologici. Secondo la China Hydrogen Alliance (CHA), l’idrogeno potrebbe costituire il 20% del mix energetico della nazione nel 2060, anno in cui il presidente Xi Jinping ha promesso il raggiungimento della neutralità climatica. Nel 2018 il vettore energetico arrivava al 2,7%, ma secondo stime della CHA di 3 anni fa sarebbe dovuto crescere ad un ritmo del 4% annuo tra 2020 e 2025.

Visto che la CHA è statale e che la strategia cinese sull’idrogeno dovrà fissare degli obiettivi precisi per il nuovo piano quinquennale (2021-2025), questo valore sarà un riferimento utile per valutare l’ambizione del piano di Pechino. Sulle stazioni di ricarica a idrogeno, a fine 2020 la Cina ne aveva 66 di cui 46 già in funzione. Il vecchio obiettivo statale fissava a 300 il numero di stazioni da costruire entro il 2025.

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Se la strategia cinese punterà davvero sull’idrogeno verde, si tratterà di un cambiamento importante nel settore dell’H2 del paese. Ad oggi, infatti, il 67% degli oltre 20 milioni di tonnellate di idrogeno che la Cina produce ogni anno arriva da combustibili fossili. Un ulteriore 30% deriva come sottoprodotto di processi industriali come produzione di coking, produzione di acciaio e produzione chimica. Solo il 3% arriva da risorse rinnovabili.

Spostando lo sguardo più a monte, si tratterà anche di capire quali saranno i soggetti deputati a sostenere questo sforzo, visto che finora i player principali a mobilitarsi sono stati i colossi cinesi delle fossili, della chimica e dell’acciaio. La scorsa settimana, intanto, è entrato in funzione il più grande impianto al mondo di produzione di idrogeno verde da energia solare. L’impianto da 200 MW si trova nel nord ovest della Cina, nella regione autonoma del Ningxia Hui.

1 commento

  1. Penso che i cinesi punteranno più sugli accumulatori elettrici lasciando all’idrogeno una piccola nicchia, magari legandolo a qualche combustibile sintetico per ottimizzarne la filiera del trasporto e stoccaggio, molto critica in forma gassosa

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