Idrogeno in polvere, la svolta tecnologica della Deakin University

Messo a punto un nuovo processo per separare, immagazzinare e trasportare enormi quantità di gas in modo sicuro e senza sprechi.

Idrogeno in polvere
via depositphotos.com

Idrogeno in polvere, la svolta meccanochimica per lo storage

(Rinnovabili.it) – Arriva dal mondo “fossile” la nuova scoperta per trasportare e stoccare l’idrogeno in maniera facile e sicura. Come? Trasformandolo in polvere. Gli scienziati della Deakin University, in Australia, stavano cercando un metodo alternativo alla “distillazione criogenica”, processo ad alta energia utilizzato dalle raffinerie per separare il petrolio greggio nei diversi gas per gli usi finali. Ed è così che l’Institute for Frontier Materials dell’ateneo ha messo a punto un metodo meccanochimico a bassa energia per separare e immagazzinare i gas.

L’ingrediente speciale del processo è la polvere di nitruro di boro che, come spiega il dottor Srikanth Mateti, “può essere riutilizzata più volte per eseguire lo stesso processo di separazione e stoccaggio del gas ancora e ancora”. “Non ci sono rifiuti, il processo non richiede sostanze chimiche aggressive e non crea sottoprodotti”, ha aggiunto Mateti. “Il nitruro di boro stesso è classificato come una sostanza chimica di livello 0, qualcosa che è considerato perfettamente sicuro da avere in casa. Ciò significa che puoi immagazzinare idrogeno ovunque e usalo ogni volta che è necessario.”

leggi anche IPCEI Hy2Tech, 41 progetti europei per l’idrogeno finanziati da 5,4 mld

Durante il processo, il nitruro di boro viene inserito in un mulino a sfere insieme ai gas che devono essere separati. Poiché la camera ruota a una velocità sempre maggiore, la collisione delle sfere con la polvere e la parete della camera innesca una speciale reazione meccanochimica con conseguente assorbimento nella polvere di idrogeno e degli altri gas (uno alla volta grazie a tempi di assorbimento diversi).

Quindi, la polvere può essere trasportata in modo facile e sicuro, e per rilasciare il gas basta riscaldarla sottovuoto.

Per ora il team IFM ha testato il processo su piccola scala, separando da due a tre litri di materiale. Ma sperano che di poter ampliare il progetto pilota e hanno già presentato una domanda di brevetto provvisoria. “Dobbiamo convalidare ulteriormente questo metodo con l’industria per sviluppare un’applicazione pratica”, ha affermato il professor Ying Chen. “Per spostarlo dal laboratorio a una scala industriale più ampia, dobbiamo verificare che sia conveniente, più efficiente e più rapido rispetto ai metodi tradizionali di separazione e stoccaggio del gas”. La ricerca è stata pubblicata su Materials Today.

leggi anche Idrogeno verde dalle acque reflue, se l’energia incontra la sicurezza idrica

Articolo precedenteModuli fotovoltaici efficienti: una nuova pellicola “traduce” lo spettro per il silicio
Articolo successivoRinnovato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore elettrico

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui