Idrogeno rinnovabile, +80GW di elettrolizzatori al 2030 per l’Europa

Il lancio del nuovo partenariato UE per l’idrogeno pulito ha aperto stamane l’European Hydrogen Week. Von der Leyen: per mantenere la leadership punteremo su investimenti, cooperazione internazionale e partnership con settore privato e ricerca

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Si è aperta a Bruxelles la Settimana europea dell’idrogeno 2021

(Rinnovabili.it) – L’idrogeno rinnovabile avrà un posto centrale nell’economia a zero emissioni di domani. E l’Europa è pronta a difendere con ogni mezzo la sua posizione di comando nel futuro mercato dell’H2 verde. A ribadirlo ci pensa la seconda edizione dell’European Hydrogen Week, organizzata dall’impresa comune per le celle a combustibile e l’idrogeno (FCH JU). Da oggi al 3 dicembre l’evento discuterà le opportunità associate alla produzione e all’uso del vettore nei diversi settori dell’economia europea, chiamando al confronto industria, responsabili politici, rappresentanti del governo e mondo della ricerca .

Un ambito, quello dell’idrogeno rinnovabile, in cui oggi il Vecchio Continente si muove con disinvoltura sfornando con continuità ricerche, investimenti e iniziative. “Quest’anno sono stati annunciati più di 200 nuovi progetti sull’idrogeno in tutto il mondo. Il 55% di questi si trova in Europa”, ha spiegato in apertura dell’evento la presidentessa della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “L’Unione Europea ha iniziato prima del resto del mondo a investire in una nuova generazione di elettrolizzatori, progettati per essere alimentati da energia rinnovabile. Di conseguenza, oggi è ora leader mondiale nei brevetti e nelle pubblicazioni su tale tecnologia”. E “alcuni dei più grandi elettrolizzatori di questo nuovo tipo sono già operativi”. 

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Ma la leadership va mantenuta anche nel futuro a lungo termine. E il numero uno dell’esecutivo europeo ha esplicitato in che modo l’UE rafforzerà il proprio ruolo.

Primo, attraverso forti investimenti pubblici per innovare e crescere. “Abbiamo fissato l’ambizioso obiettivo di aumentare la produzione annuale europea di idrogeno rinnovabile a 10 milioni di tonnellate già entro il 2030”. Con la speranza di portare il suo costo al di sotto di 1,8 euro al chilo entro fine decennio.

Secondo, coltivando la cooperazione internazionale per costruire un mercato globale. “La scorsa primavera, la Commissione europea faceva parte di una coalizione di paesi che si impegnavano a creare 100 valli dell’idrogeno in tutto il mondo”, ha sottolineato von der Leyen. “Naturalmente, vogliamo che la maggioranza sia in Europa, quindi l’idrogeno pulito sta diventando parte delle discussioni con tutti i nostri partner globali, compresi ovviamente i partner africani”.

Le previsioni appaiono già rosee. Secondo quanto riferito dal capo della politica climatica dell’UE, Frans Timmermans, il Blocco e i paesi del vicinato europeo sono proiettati per superare l’obiettivo di 80 GW di elettrolizzatori installati entro il 2030.

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Terzo e ultimo punto: la partnership con il settore privato e la ricerca. In questo contesto sono stati compiuti diversi passi avanti grazie all’Alleanza europea per l’idrogeno che oggi conta oltre 1.500 membri. Durante l’Hydrogen Week, l’Alleanza presenterà, per la prima volta, un quadro di tutti i progetti di investimento fattibili nell’idrogeno rinnovabile comunitario.

Ma per rinsaldare ancora di più la cooperazione pubblico-privato, è stato lanciato stamattina il nuovo partenariato per l’idrogeno pulito, che riunisce la Commissione europea, l’industria, i ricercatori, gli innovatori e responsabili politici nazionali. “Questa nuova partnership si basa su anni di cooperazione promossa dalla Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking. E porta quel modello al livello successivo. È un nuovo grande passo avanti per portare tecnologie innovative dal laboratorio alla fabbrica e, in definitiva, alle imprese e ai consumatori europei”.

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