Con 2 mld e il nucleare, la Francia colora l’idrogeno di rosa

Il presidente francese Macron ha annunciato lo sblocco di 1,9 mld di nuovi investimenti. La maggior parte – 1,7 mld – è destinata a progetti francesi di livello europeo, mentre gli altri 200 mln saranno distribuiti sul territorio in un’ottica di filiera

Idrogeno rosa: la Francia a trazione nucleare investe 2 mld
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L’idrogeno rosa diventa il primo pilastro della transizione energetica francese

(Rinnovabili.it) – Arrivano nuovi investimenti d’oltralpe per l’idrogeno rosa. In visita a Bèziers al quartier generale di Genvia, azienda che sviluppa tecnologie per l’H2 low-carbon, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato lo sblocco di altri 1,9 miliardi di euro a beneficio di tutta la filiera.

Macron tira dritto sull’idrogeno rosa

Macron ha anche chiarito che tra idrogeno verde e idrogeno rosa, la preferenza va a quello prodotto con energia nucleare. Sarebbe proprio la grande disponibilità di energia dall’atomo, ha spiegato Macron, il vantaggio competitivo della Francia rispetto ad altri paesi europei. La “solida” capacità nucleare francese permetterebbe “una produzione molto più massiccia di idrogeno”.

Ad oggi, il nucleare occupa già circa il 67% del mix elettrico francese e Parigi vuole rilanciarlo per farne il primo pilastro della sua transizione energetica. Nel 2020 l’output è sceso, in parte a causa del Covid (circa 34TWh) ma anche per la chiusura della centrale nucleare di Fessenheim. Ed è questo il grande problema per Parigi: le sue centrali sono per lo più obsolete e per sostituirle ci vuole tempo.

La soluzione di Macron passa per il prolungamento della durata d’esercizio di alcuni impianti. Sono 32 le centrali nucleari a cui Parigi ha deciso di allungare la vita lo scorso aprile. Ma anche da un nuovo piano di rilancio industriale, incastrato nella strategia al 2030 presentata il mese scorso. Il presidente francese vuole “réinventer le nucléaire”, cioè puntare sui reattori di nuova generazione gli Small Nuclear Reactors (SMR). Gli investimenti, infatti, serviranno in gran parte per “far emergere in Francia entro il 2030 reattori nucleari piccoli, innovativi e con una migliore gestione delle scorie”, aveva detto Macron.

Il punto sugli investimenti francesi nell’idrogeno

Con questi nuovi 1,9 miliardi, la Francia ha praticamente raddoppiato i fondi sbloccati. Due miliardi infatti sono già sul tavolo dai fondi del Pnrr, mentre una cifra identica è attesa nell’ambito del piano 2030. Finora, Parigi prevedeva investimenti nell’idrogeno per un totale di 7 miliardi. È l’ammontare indicato dalla strategia nazionale sul vettore energetico pubblicata a settembre 2020, con cui la Francia vuole ottenere 6,5GW di elettrolizzatori entro il 2030.

Pare però che l’annuncio di ieri si riferisca a fondi aggiuntivi, oltre i 7 mld già previsti. L’inquilino dell’Eliseo ha spiegato che il grosso – 1,7 mld – andrà a sostenere progetti industriali francesi a livello europeo, mentre i restanti 200 milioni saranno distribuiti sul territorio francese. Almeno una parte finirà a Genvia, in quanto progetto IPCEI, e ai suoi elettrolizzatori ad ossidi solidi per la produzione di idrogeno ad alta temperatura (HTE). L’azienda è strategica per i piani di Macron e sta finalizzando una collaborazione con EDF, l’azienda nazionale dell’energia, per abbinare i suoi elettrolizzatori da 1MW ai futuri SMR. Per il 2025, Genvia prevede di arrivare a produrre 1GW di elettrolizzatori l’anno. (lm)

1 commento

  1. Perchè non si sentono notizie circa la possibilità di produrre energia dal moto ondoso del mare?
    Esistono progetti di ricerca a tal proposito oppure no ?
    Esiste qualche problema ritenuto insormontabile?
    Grazie

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