Idrogeno verde, in Germania l’elettrolizzatore più grande d’Europa

Il progetto pilota da 10 MW è co-finanziato da Shell e UE attraverso il FCH JU e all’inizio alimenterà la più grande raffineria di tutta la Germania. Se tutto fila liscio, dal 2024 la capacità sarà portata a 100 MW

Idrogeno verde: la decarbonizzazione inizia in raffineria
Foto di André Rau da Pixabay

Produrrà 1.300 t di idrogeno verde l’anno

(Rinnovabili.it) – Il 2 luglio è entrato in funzione il più grande elettrolizzatore presente in Europa. Il primato spetta alla Germania, che può dire di aver battuto un record per quanto riguarda l’idrogeno verde. Un po’ meno da record, invece, è la destinazione di questo idrogeno rinnovabile: alimenterà la più grande raffineria del paese.

L’elettrolizzatore PEM, cioè con membrana a scambio protonico, è un progetto pilota finanziato dall’Unione Europea e da una major del petrolio, la compagnia anglo-olandese Shell. L’impianto ha una capacità di appena 10 MW e dovrebbe produrre 1.300 t di idrogeno verde l’anno. Un’inezia rispetto alla quantità che, secondo gli esperti tedeschi, il paese deve produrre entro il 2030 per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione: 1,7 mln di t l’anno.

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Ciò nonostante, il progetto ha ricevuto luce verde e finanziamenti anche dall’Unione Europea. Anche se, almeno da principio, l’idrogeno verde prodotto servirà per alimentare la raffineria Chemicals Park Rheinland, nella regione del Nord-Reno Vestfalia. Perché? Si tratta di un progetto pilota che ha prospettive di espansione. Anche a breve. E che deve fare da trampolino di lancio per la decarbonizzazione dell’industria altamente inquinante della Germania.

“Stiamo anche pensando a un impianto a idrogeno da 100 MW qui in Renania. Vogliamo svolgere un ruolo fondamentale nel plasmare l’infrastruttura industriale della regione”, spiega Huibert Vigeveno, direttore downstream di Shell. Se il pilot non dà problemi, nel giro di 2 anni l’elettrolizzatore dovrebbe crescere fino a raggiungere una capacità dieci volte maggiore, circa 100 MW.

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Con quali soldi, però? L’investimento iniziale è stato di 20 milioni di euro, ripartiti equamente tra Shell e il Fuel Cells and Hydrogen Undertaking (FCH JU). Quest’ultimo è un ente composto da Commissione europea, l’ente di lobby industriale Hydrogen Europe, e Hydrogen Europe Research. Per decuplicare la capacità, servono altri soldi pubblici. “Avremo bisogno di più supporto da parte del Nord-Reno Vestfalia tramite sostegno mirato e sussidi”, afferma senza giri di parole Fabian Ziegler, ad di Shell Germania.

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