Quattro aziende uniscono le forze per realizzare in Valloni il primo parco fotovoltaico basato sulla tecnologia Solhyd

Nascerà nel 2026 in Belgio e, più precisamente, nella regione Vallonia, il primo impianto fotovoltaico per la produzione integrata di idrogeno dall’aria. Cuore dell’innovazione è la tecnologia di Solhyd, spin-off dell’Università KU Leuven dove l’innovazione è stata messa a punto oltre 10 anni fa. Questa innovazione, a quanto pare, ha conquistato le aziende Ether Energy, SunBuild e Nippon Gases, grazie a cui ora gli speciali pannelli solari che producono H2 raggiungeranno il mercato.
Rinnovabili aveva già raccontato della tecnologia nel 2022, all’indomani del lancio dello spin-off. Oggi, tuttavia, dopo una serie di prototipi grandi e piccoli, Solhyd si appresta a fare sul serio. Le quattro società hanno firmato, infatti, un Memorandum d’Intesa (MoU) per la realizzazione del primo impianto su scala commerciale.
Come funzionano i pannelli solari che producono H2?
A una rapida occhiata il sistema ricorda un tradizionale modulo solare; tuttavia, i pannelli nascondono “un segreto”: riescono a convertire direttamente il 15% della luce solare in idrogeno, usando come fonte idrica l’umidità atmosferica. Nel dettaglio, il sistema aspira aria tramite una ventola e cattura il vapore acqueo all’interno di “nuclei” in cui sono contenuti elettrodi e membrane per la scissione delle molecole d’acqua. Gli elettrodi sono alimentati dall’energia prodotta dalle celle solari.
Il sito dell’azienda non entra nei dettagli tecnici, ma nel 2019 il primo prototipo era in grado di generare fino a 250 litri di idrogeno al giorno per 1,6 m2.
La centrale belga da 2 MW
Il nuovo progetto prevede di incorporare moduli Solhyd per una capacità totale di 50 kW in un parco solare tradizionale di circa 2 MW, con accumulo a batteria. Il sito produrrà quindi sia elettricità che idrogeno dall’energia solare. Nelle installazioni future, la quota di moduli Solhyd aumenterà rispetto alla capacità dei pannelli solari convenzionali al fine di creare un modello scalabile che consenta ai parchi fotovoltaici di tutta Europa di diversificare la produzione di energia fornendo anche idrogeno verde.
“Questo progetto è la prima dimostrazione su scala commercialmente rilevante e funge da punto di riferimento per ulteriori sviluppi”, ha commentato Jan Rongé di Solhyd. “Stiamo dimostrando che l’idrogeno verde può essere affrontato in modo pragmatico e scalabile. Sfruttando direttamente l’energia solare, riduciamo i costi e semplifichiamo drasticamente il sistema. Insieme ai nostri partner, stiamo dimostrando che è possibile.”
Il sito dimostrativo da 50 kW entrerà in funzione nel 2026 per poi raggiungere i 2 MW.












