Stoccaggio dell’idrogeno: in UK si cercano caverne di sale adatte

Un nuovo progetto britannico valuterà i siti migliori e i costi economici connessi per lo stoccaggio sotterraneo dell’idrogeno

Stoccaggio dell’idrogeno: in UK si cercano caverne di sale adatte

 

(Rinnovabili.it) – L’idrogeno come mezzo di stoccaggio potrebbe facilitare l’integrazione delle fonti energetiche intermittenti nel sistema elettrico dell’UE. In Gran Bretagna, questa convinzione si è tradotta in un progetto, quello lanciato proprio in questi giorni dall’Energy Technologies Institute (ETI) e finalizzato a immagazzinare questo vettore energetico sotto terra. Lo scorso anno l’istituto aveva pubblicato un rapporto in cui spiegava come fosse possibile utilizzare le caverne di sale per lo stoccaggio dell’idrogeno al fine di ridurre il livello degli investimenti necessari per la costruzione di nuove centrale elettriche alimentate a rinnovabili.

 

Ora l’ETI è intenzionata a passare dalla teoria alla pratica, esaminando il reale potenziale delle grotte saline britanniche nello stoccaggio di questo gas in forma pura o come miscele. Il progetto ha lo scopo di comprendere le sfide e le opportunità offerte da questo tipo di soluzione tecnica, nell’ipotesi di poter impiegare questo combustibile nei periodi di picco della domanda elettrica.

 

Stoccaggio dell’idrogeno sotterraneo, quanto conviene?

Benché lo stoccaggio sotterraneo di gas su larga scala sia una soluzione abbastanza matura, quando si parla di idrogeno ancora molto c’è da fare dal punto di vista tecnico e soprattutto economico. Nel 2014 un progetto europeo, il progetto HYUNDER, ha elaborato sei casi di studio in sei paesi per osservare la fattibilità e la giustificazione commerciale di un sito per il sequestro sotterraneo di questo vettore in differenti mercati energetici.

Il risultato? Lo stoccaggio dell’idrogeno nelle caverne di sale è risultato essere tecnicamente fattibile e a lungo termine, con una quota molto alta (>60 %) di rinnovabili intermittenti nel mix della generazione energetica, dovrebbe divenire una soluzione quasi imprescindibile.

 

Un elemento su cui concorda a pieno Paul Winstanley, responsabile del progetto ETI: “La memorizzazione e utilizzo dell’idrogeno può costituire un modo a basso costo per la fornitura di energia pulita per la domanda di picco e di carico”. L’iniziativa britannica indagherà quali caverne sono più adatte a questo tipo di soluzione e valuterà i costi connessi. Una prima valutazione elaborata dall’Istituto afferma che la nazione ha sufficienti caverne di sale per fornire decine di GW alla rete quando necessario.

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