No a interconnector Italia-Svizzera: parte interrogazione parlamentare

Il M5S è pronto a chiedere chiarimenti sulla regolarità di procedure del progetto e spiega: “le centrali di trasformazione sono da ritenersi dei veri e propri  eco-mostri”

No a interconnector Italia–Svizzera: parte interrogazione parlamentare(Rinnovabili.it) – E’ stato chiamato “Razionalizzazione rete Alta Tensione nella Val Formazza e Interconnector Italia-Svizzera” ed il progetto proposto da Terna per la realizzazione di circa 226 km di elettrodotti aerei/interrati in un’ampia area dell’Italia nord-occidentale, a cavallo tra la Regione Piemonte e la Regione Lombardia. Nonostante abbia completato l’iter della Valutazione di Impatto Ambientale, sul  progetto pendono diverse critiche a proposito delle negative ripercussioni ambientali che la realizzazione di un nuovo elettrodotto in alta tensione comporterebbe sul territorio. In questi giorni il fronte di opposizione all’opera, formato da cittadini lombardi e piemontesi e del Comitato No Interconnector, ha chiesto alla Commissione UE l’apertura di una procedura di infrazione comunitaria per mancato rispetto della procedura autorizzatoria da parte di TERNA Spa.

 

Una decisione appoggiata oggi anche deputati della Commissione Ambiente del M5S che si dicono pronti ad agire per via parlamentare attraverso un’interrogazione ai ministeri competenti.  L’obiettivo, spiega Massimo De Rosa, vicepresidente della Commissione Ambiente, è avere alcuni chiarimenti in merito “alla regolarità delle procedure e sull’opportunità di valutare soluzioni alternative che scongiurino ulteriore consumo di suolo agricolo in un territorio già intensamente cementificato”. La rete di elettrodotti e nuove stazioni elettriche attraverserebbe quaranta Comuni, tra il Novarese, il Verbano e la provincia di Milano, e secondo i deputati, le centrali di trasformazione sono da ritenersi dei veri e propri  “eco-mostri”, occupanti una superficie di 115.000 metri quadrati, pari a 10 campi da calcio, in parte anche di suolo agricolo. A preoccupare, oltre al consumo di suolo e l’impatto ambientale è anche “l’atteso incremento dell’impatto da campi elettrici e magnetici e acustico”, come spiega l’amministrazione comunale di Settimo Milanese in una nota stampa. Ma le preoccupazioni delle amministrazioni locali interessate, dei gruppi di cittadini e comitati che nei giorni passati hanno proposto e trasmesso al ministero oltre 70 documenti di opposizione al progetto, non hanno finora ottenuto alcuna risposta.

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