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Quanta nuova capacità rinnovabile ha installato l’Italia nel 2025?

Lo scorso anno sono stati messi in esercizio oltre 7 GW di nuova potenza verde: un risultato discreto ma inferiore di quasi 4 punti percentuali rispetto al 2024

Quanta nuova capacità rinnovabile ha installato l’Italia nel 2025?

La nuova capacità rinnovabile 2025 nel report di Terna

Dodici mesi di rinnovabili. Dodici mesi in cui la capacità energetica green ha continuato a crescere, contribuendo in maniera sensibile al fabbisogno elettrico. A fornire il consuntivo 2025 è, come sempre, Terna nel suo rapporto mensile sul sistema elettrico nazionale. Il documento, aggiornato a fine dicembre, mostra come in un anno il Belpaese abbia messo in esercizio circa 7,2 GW di nuova capacità rinnovabile. Un risultato discreto e non troppo distante da quello del 2024, quando i nuovi GW erano stati circa 7,4. A conti fatti, tra un anno e l’altro c’è stato uno scarto di “appena” 289 MW (il 3.9% in meno). Quello che non cambia è il ruolo delle singole fonti.

Il fotovoltaico 2025 in Italia

Il fotovoltaico si è confermato il principale motore della crescita rinnovabile, con un incremento di 6.437 MW da gennaio a dicembre 2025. Il dato rappresenta una flessione del 5,3% rispetto ai 6.795 MW attivati l’anno precedente, ed è essenzialmente frutto di una serie di attese a livello normativo ed economico che hanno influito sulle agende. Non sorprende, pertanto, sapere che i mesi con la crescita maggiore siano stati, in ordine, novembre, ottobre e dicembre, rispettivamente con più 985 MW, più 736 MW e più 639 MW.

Le regioni che hanno guidato la nuova capacità fotovoltaica nel 2025 sono la Sicilia, che da sola ha aggiunto ben 925 MW, seguita dal Lazio (+726 MW) e dalla Lombardia (+615 MW).

La crescita del solare nazionale ha avuto chiari effetti anche a livello produttivo sulla base dei dati pubblicati da Terna. Nello specifico, la produzione fotovoltaica annuale in Italia ha raggiunto i 44.290 GWh. Questo risultato segna una crescita netta del 25,1% rispetto ai 35.398 GWh prodotti nel 2024, assegnando alla fonte un ruolo da leader tra le altre rinnovabili.

Nel mix della produzione da rinnovabili 2025, infatti, il fotovoltaico ha rappresentato la quota principale, contribuendo per il 34,6% alla generazione elettrica totale da FER (che nel 2025 è stata complessivamente di 128,0 TWh). Superando, pertanto, l’idroelettrico rinnovabile che si è attestato al 32,3%. Merito, in maniera predominante, dei nuovi impianti messi in funzione a cui si è aggiunto, ovviamente, l’effetto di una maggiore producibilità legata a un irraggiamento più favorevole (+1.173 GWh).

Considerando che la richiesta complessiva di energia elettrica in Italia nel 2025 è stata di 311.324 GWh, la sola produzione solare ci ha permesso di soddisfare il 14,2% della domanda nazionale totale.

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L’eolico 2025 in Italia

Anche l’eolico italiano ha contribuito alla crescita della nuova capacità rinnovabile 2025. Da gennaio a dicembre il settore ha aggiunto 608 MW, segnando una riduzione dell’11,2% rispetto all’incremento del 2024 (685 MW).

In questo contesto è la Puglia la regione con il maggior incremento eolico (+439 MW), seguita con largo distacco da Basilicata (59 MW) e Campania (32 MW). Nonostante ciò, la produzione eolica nel 2025 è diminuita a causa di un fattore climatico determinante: la minore ventosità registrata rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, su base annua, la scarsa presenza di vento ha causato una riduzione della produzione stimata in -1.874 GWh, che non è stata controbilanciata dalle nuove installazioni il cui contributo positivo è stato di +1.052 GWh.

Le ragioni del rallentamento

“Dopo anni in cui la crescita delle rinnovabili, seppur lentamente, aveva finalmente imboccato una traiettoria positiva, il 2025 segna un rallentamento che rischia di segnare l’inizio di una fase discendente della curva di sviluppo”. Non ha dubbi l’ANEV a inquadrare il trend 2025 come qualcosa di più che una semplice oscillazione congiunturale. Per l’associazione che rappresenta i produttori eolici, è la sirena di un allarme che non va silenziato e che è diretta conseguenza di anni di “politiche incerte, normative contraddittorie e ostacoli amministrativi”.

“Emblematico – si legge in una nota stampa – è quanto avvenuto nella questione della definizione delle Aree Idonee che, nell’idea del legislatore comunitario dovevano essere delle aree dove la semplificazione fosse più spinta, mentre il nostro Governo ha prima emanato un provvedimento che le limitava e poi, dopo aver ricevuto le censure del TAR, provveduto ad un nuovo provvedimento che non aiuta come ci si attendeva le nuove installazioni”.

Quello che è certo è che l’Italia fatica ancora a mettere a terra le sue potenzialità e che le semplificazioni attuate nell’ultimo periodo non hanno dato i risultati sperati. Gli iter burocratici sono ancora troppo complessi, le tempistiche troppo lunghe e per l’eolico in particolare le procedure d’asta appaiono inadeguate in numeri e prezzi.

“Il dato del 2025 deve essere letto come un avvertimento. Ignorarlo significherebbe accettare passivamente l’idea che l’Italia non sia in grado di sostenere una transizione energetica all’altezza delle sfide che ha di fronte, siamo in tempo per raddrizzare il trend, ma solo se avremo il coraggio di intervenire subito. In caso contrario, il rischio è quello di trovarsi, tra pochi anni, a fare i conti con obiettivi mancati, costi più elevati e un sistema energetico ancora troppo dipendente dalle fonti fossili”.

La produzione rinnovabile da gennaio a dicembre

Estendendo lo sguardo a tutte le fonti di energia pulita, nel 2025 la generazione elettrica da FER in Italia ha raggiunto complessivamente i 127.978 GWh, rappresentando il 47,7% della produzione totale netta nazionale nel corso dell’intero anno e soddisfacendo il 41,1% della richiesta complessiva di energia elettrica in Italia, che per il 2025 è stata pari a 311.324 GWh. La restante parte del fabbisogno è stata coperta dalle fonti non rinnovabili (43,8%) e dal saldo estero (15,1%).

Entrambi i risultati appaiono sottotono e la responsabilità principale è dell’idroelettrico. Nel corso del 2025, infatti, la produzione idroelettrica rinnovabile ha subito una drastica riduzione fornendo poco più di 41.300 GWh, pari a un calo del 21,2% rispetto al dato 2024. Il fattore determinante è stato il livello di riempimento dei serbatoi, sensibilmente più basso rispetto all’anno precedente.

Evoluzione dei sistemi di accumulo

Anche il settore degli accumuli ha proseguito la sua espansione nel 2025, raggiungendo circa 884.400 sistemi in esercizio alla fine dell’anno, per una potenza totale di 7,4 GW e una capacità di 17,8 GWh. Il rapporto di Terna indica che la potenza nominale di questi sistemi è aumentata di 1.747 MW, con una riduzione del 18,3% rispetto all’incremento del 2024 (2.139 MW).

La capacità utilizzabile massima è cresciuta, invece, di 4.836 MWh, pari a un calo del 19,5% rispetto all’anno precedente. Attualmente, a livello territoriale, le regioni con la maggiore capacità di accumulo in esercizio risultano essere la Lombardia (1.010 MW), la Sardegna (871 MW) e il Veneto (726 MW).

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori seguendo l'evoluzione dei primi sistemi incentivanti italiani e internazionali e intervistando i pionieri del settore, da Bertrand Piccard a Michael Gratzel. Nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.