Rinnovabili • La settimana normativa: Fer Z, Correttivo TU FER, Aree Idonee Rinnovabili • La settimana normativa: Fer Z, Correttivo TU FER, Aree Idonee

La settimana normativa: tutela del paesaggio, nuovo spalma-incentivi, FER X

Rassegna e analisi degli ultimi provvedimenti in materia di energie rinnovabili

La settimana normativa: tutela del paesaggio, nuovo spalma-incentivi, FER X

Il  Consiglio di Stato richiama l’equilibrio tra paesaggio e rinnovabili

Due recenti pareri del Consiglio di Stato offrono un quadro significativo del confronto in corso tra la necessità di promuovere le fonti rinnovabili e l’obbligo di salvaguardare il paesaggio. I giudici si sono pronunciati nell’ambito di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica relativi a due progetti di impianti fotovoltaici a terra previsti nel Parco regionale del Delta del Po.

Il Consiglio riconosce come legittime, in linea generale, le preoccupazioni dell’Amministrazione circa il rischio di un possibile “effetto domino”, derivante dall’accoglimento di numerose domande di autorizzazione con potenziali ricadute cumulative sull’area. Tuttavia, censura il parere negativo espresso dalla Soprintendenza nell’ottobre 2022, giudicato fondato su un’impostazione preconcetta.

Secondo il CdS, la valutazione si è concentrata esclusivamente sull’impatto paesaggistico-agricolo, trascurando altri interessi pubblici rilevanti che avrebbero dovuto essere ponderati, come la tutela ambientale, la salute e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Viene inoltre criticata la bocciatura delle misure di mitigazione e compensazione senza indicare soluzioni alternative idonee.

A ciò si aggiunge che l’area interessata è già destinata a funzioni produttive portuali e presenta elementi antropici che hanno modificato il paesaggio originario. Il messaggio del Consiglio di Stato è chiaro: proteggere il paesaggio sì, ma senza atteggiamenti rigidi o pregiudiziali.


Decreto Energia e fotovoltaico: rimodulazione degli incentivi e uscita anticipata dal Conto Energia

La nuova bozza del Dl Energia rilancia l’ipotesi di uno spalma-incentivi per il fotovoltaico, introducendo una rimodulazione obbligatoria dei premi del Conto Energia per gli impianti di potenza superiore a 20 kW, affiancata da un percorso facoltativo di uscita anticipata dal sistema. Quest’ultimo è legato a interventi di rifacimento integrale degli impianti e a un significativo aumento della producibilità, una soluzione già delineata nella versione del decreto circolata a dicembre.

Sulla norma, secondo le informazioni disponibili, si sarebbe raggiunta un’intesa sia a livello politico sia tecnico. L’obiettivo dichiarato è ridurre gli oneri in bolletta per le Pmi, come promesso dal governo, ma la proposta sta alimentando forti timori tra gli operatori delle fonti rinnovabili. Il nuovo meccanismo combina infatti il differimento degli incentivi con una forma di cartolarizzazione dei crediti, coinvolgendo il sistema bancario, e si affianca alla possibilità di abbandono volontario del Conto Energia.

Il perno della misura è il taglio del 50% delle tariffe premio nel biennio 2026-2027 per gli impianti incentivati con i Conti Energia dal primo al quarto, caratterizzati da tariffe fisse riconosciute dal Gse. La quota non corrisposta verrebbe trasformata in un credito da recuperare a partire dal 2028, in dieci rate annuali costanti, maggiorate da un tasso di interesse. In sostanza, una parte degli incentivi viene rinviata nel tempo, ricalcando la logica dello spalma-incentivi del 2014, seppure con un ambito applicativo più ampio.

Il tasso di interesse sarà definito dal Gse entro giugno 2026 e non potrà superare il 6%, tenendo conto anche delle condizioni di mercato emerse da eventuali cessioni dei crediti. Per sostenere la liquidità dei produttori, il Gse dovrà inoltre selezionare, tramite procedura competitiva, istituti finanziari disponibili ad acquistare i crediti, privilegiando le offerte con il minor costo finanziario.

Il risparmio generato servirà a ridurre in modo mirato la componente Asos della bolletta elettrica nel biennio 2026-2027, a beneficio di alcune categorie di utenze non domestiche non energivore, escludendo sia l’illuminazione pubblica sia le imprese energivore iscritte agli elenchi Csea.

Accanto a questo intervento obbligatorio, la bozza introduce un secondo canale opzionale: dal 2028, fino a un massimo di 10 GW complessivi, alcuni impianti potranno uscire anticipatamente dal Conto Energia tramite aste competitive “al contrario”. I produttori offriranno uno sconto rispetto al valore attualizzato degli incentivi residui, ricevendo in cambio un corrispettivo aggiuntivo, a condizione di realizzare importanti interventi di repowering che raddoppino la producibilità entro il 2030 e utilizzino moduli conformi a specifici requisiti industriali.

Secondo la relazione tecnica, il differimento obbligatorio garantirebbe risparmi immediati sugli oneri Asos nel 2026 e 2027, ma comporterebbe un aumento degli stessi dal 2028 in poi. Anche l’opzione volontaria produrrebbe benefici concentrati nei primi anni, rinviando però una parte dei costi al lungo periodo.


Pnrr: la fase due per agrivoltaico, biometano e CER

Il decreto Pnrr attualmente in fase di definizione ridisegna il quadro di alcune misure chiave per la transizione energetica e ambientale, aprendo una “fase due” per biometano, agrivoltaico e Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Il provvedimento introduce anche norme sulla qualificazione degli installatori di impianti da fonti rinnovabili, nuovi strumenti finanziari per il settore idrico e proroghe degli incarichi legati all’attuazione del Piano, rafforzando il ruolo del Gestore dei servizi energetici (Gse).

La bozza di decreto, trasmessa al Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio, prevede programmi di sovvenzione per rilanciare investimenti rallentati dopo l’ultima revisione del Pnrr. Le risorse complessive ammontano a 4,1 miliardi di euro, interamente coperti da fondi già assegnati all’Italia.

Per l’attuazione delle misure sono previsti accordi tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e il Gse, che subentrerà al Mase nell’erogazione dei contributi e nella gestione dei rapporti con i beneficiari. Al Gse spetterà anche la gestione operativa dei programmi e la definizione dei regolamenti attuativi.

La relazione illustrativa chiarisce che l’obiettivo non è più solo il completamento degli interventi, ma la piena utilizzazione delle risorse disponibili. Il decreto autorizza inoltre una spesa di 16 milioni di euro per progetti sull’idrogeno nei settori industriali hard-to-abate.

Completano il quadro semplificazioni in materia ambientale, l’istituzione del fondo Fniissi per gli investimenti idrici e la proroga al 31 dicembre 2026 degli incarichi dirigenziali ed esperti legati al Pnrr.


Fer X e piccolo eolico, il Consiglio di Stato salva la tariffa Arera

La vicenda nasce dalla sospensione cautelare disposta dal Tar Lombardia sulla delibera Arera 339/2025/R/efr, che definisce i prezzi di aggiudicazione per gli impianti fino a 1 MW ammessi al Fer X Transitorio. Il Tribunale aveva accolto il ricorso di sette operatori del piccolo eolico, contrari alla tariffa fissata a 91 euro/MWh, ritenuta non adeguata a sostenere gli investimenti perché basata su una stima non corretta del costo medio di produzione.

Contro quella decisione Arera ha presentato appello, affiancata dal Gse, chiedendo il ripristino dell’efficacia del provvedimento. Secondo l’Autorità, la determinazione del prezzo era coerente con le finalità del meccanismo Fer X introdotto dal decreto del Mase del 30 dicembre 2024.

Con un’ordinanza pubblicata il 14 gennaio, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello: la delibera resterà in vigore fino alla definizione del giudizio di merito.

Sebbene il CdS abbia anche precisato che si tratti di una valutazione preliminare, la fissazione della tariffa non impedisce agli operatori di presentare domanda di iscrizione ai registri, motivo per cui l’istanza cautelare è stata respinta e la delibera resta operativa.

Rinnovabili • Ivano Saltarell

About Author / Ivano Saltarelli

Partner dello studio Green Horse Legal Advisory di cui è co-responsabile del dipartimento di diritto amministrativo e regolatorio per l’energia. L’avv. Saltarelli ha un’esperienza ventennale nel diritto amministrativo e regolamentare, con particolare attenzione ai settori dell'energia rinnovabile, del gas e delle risorse naturali, nonché nel diritto ambientale. Fornisce regolarmente consulenza a primari investitori nazionali e internazionali, istituzioni pubbliche e private e istituti di credito in relazione a progetti di sviluppo di impianti renewables, a progetti in partenariato pubblico-privato (PPP) e relativi appalti pubblici, a questioni ambientali. L’avv. Saltarelli presta assistenza nei contenziosi amministrativi, anche dinanzi alle giurisdizioni superiori. Dal 2016, tiene lezioni all'Università di Napoli “Federico II” per i corsi di diritto dell'energia. Nel 2020, è stato menzionato tra i migliori avvocati italiani per “Energia e infrastrutture” nel MilanoFinanza Report. Dal 2022 è menzionato come avvocato di riferimento nel settore energetico da The Legal500.
Green Horse Advisory è una boutique indipendente specializzata in advisory legale, finanziaria e ingegneristica. Assiste investitori, utility e capital provider nelle operazioni di investimento e finanziamento nel settore dell’energia e delle infrastrutture, con un approccio multidisciplinare e integrato.