Secondo l’ultimo rapporto IRENA, i sistemi ibridi con accumulo riducono il Firm LCOE e rendono le rinnovabili continue competitive con il fossile.

Le rinnovabili 24/7 sono già realtà e sfidano i fossili
Il nuovo rapporto IRENA mostra che gli impianti ibridi basati su fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo stanno rapidamente abbattendo il costo delle rinnovabili 24/7, fino a renderle competitive con nuove centrali a gas e carbone in numerosi mercati internazionali. E sappiamo quanto questa prospettiva sia preziosa, in un momento di carenza di scorte, dovute alla crisi geopolitica attuale.
In Cina, alcuni progetti fotovoltaici con accumulo riescono già a fornire elettricità continua con costi inferiori a 46 dollari/MWh anche con livelli di affidabilità del 99%. Nei migliori siti solari mondiali il costo dell’energia rinnovabile continua potrebbe scendere sotto i 50 dollari/MWh entro il 2035.
Il rapporto evidenzia inoltre come la crescente domanda energetica di data center, intelligenza artificiale e industria avanzata stia accelerando la corsa verso sistemi energetici capaci di garantire energia pulita costante, stabile e meno esposta alla volatilità dei mercati fossili.
Firm LCOE: il nuovo misuratore del costo di energie rinnovabili 24/7
Alla base della nuova analisi di IRENA (International Renewable Energy Agency, l’organizzazione intergovernativa internazionale che supporta i Paesi nella transizione energetica verso le fonti rinnovabili) è il nuovo indicatore chiamato Firm LCOE.
Si tratta di un’estensione del tradizionale LCOE, cioè il “Levelised Cost of Electricity”, il parametro che misura il costo medio di produzione dell’energia lungo la vita di un impianto. Il nuovo indicatore introduce però un elemento decisivo: il costo necessario per trasformare una produzione variabile, come quella di sole e vento, in una fornitura continua e affidabile.
Nel modello IRENA il costo finale comprende non solo l’impianto rinnovabile, ma anche l’overbuild produttivo, cioè capacità aggiuntiva, e soprattutto i sistemi di accumulo BESS, i Battery Energy Storage Systems. L’obiettivo è garantire un livello di affidabilità prestabilito, generalmente fissato al 95%.
Secondo il rapporto, il costo del fotovoltaico utility scale è crollato dell’87% tra il 2010 e il 2024, arrivando a 708 dollari/kW, mentre l’eolico onshore ha registrato una riduzione del 55%, fino a 1.066 dollari/kW. Ancora più marcata la discesa dei sistemi di accumulo.
I BESS sono passati da 2.634 dollari/kWh nel 2010 a appena 197 dollari/kWh nel 2024, con ulteriori ribassi nel 2025.
Il risultato è una drastica riduzione del costo dell’energia rinnovabile continua. Nei siti con le migliori risorse solari, il Firm LCOE del fotovoltaico con batterie è passato da oltre 100 dollari/MWh nel 2020 a una fascia compresa tra 54 e 82 dollari/MWh nel 2025. Entro il 2035 i migliori impianti potrebbero scendere fino a circa 33 dollari/MWh.
I sistemi ibridi riducono il costo delle rinnovabili 24/7
Uno degli elementi centrali dello studio riguarda i Sistemi Ibridi. IRENA sottolinea che il mix tra fotovoltaico, eolico e accumulo consente di abbattere ulteriormente il costo della continuità energetica. Il motivo è legato alla complementarità naturale delle fonti. Il fotovoltaico segue un ciclo giornaliero prevedibile, mentre l’eolico può produrre anche nelle ore notturne o in stagioni differenti.
Un impianto eolico con batterie in Namibia, ad esempio, raggiunge un Firm LCOE di 95 dollari/MWh con affidabilità del 95%. Introducendo una componente solare complementare, il costo scende a 60 dollari/MWh. Il risparmio è pari a circa un terzo del costo totale di firming.
IRENA sottolinea che le giornate caratterizzate contemporaneamente da poco vento e bassa radiazione solare sono relativamente rare. Nel Regno Unito, secondo Ember, si verificano solo nel 2% del tempo. Questo rende il portafoglio ibrido molto più efficiente rispetto all’utilizzo isolato di una singola tecnologia.
Anche l’integrazione con accumuli di lunga durata diventa fondamentale. Il rapporto cita batterie flow, accumuli termici, sistemi ad aria compressa e pompaggio idroelettrico come tecnologie in grado di affrontare gli eventi di bassa produzione prolungata, i cosiddetti “Dunkelflaute”, cioè periodi di più giorni con poco sole e poco vento.
Cina leader globale del Firm LCOE
La Cina emerge come il mercato che oggi definisce il cost floor, il livello minimo dei costi raggiungibili dal mercato globale delle rinnovabili continue.
IRENA ha analizzato 252 impianti fotovoltaici utility scale entrati in funzione nel 2024. Il risultato mostra che quasi tutti i progetti riescono a produrre elettricità continua sotto i 100 dollari/MWh con affidabilità del 90%. I casi migliori arrivano a 30 dollari/MWh. Anche al 99% di affidabilità, quasi metà dei progetti resta sotto la soglia dei 100 dollari/MWh.
Per l’eolico onshore il quadro è più complesso ma comunque competitivo. IRENA ha esaminato 201 impianti eolici cinesi. Con affidabilità del 90%, quasi metà degli impianti mantiene un Firm LCOE inferiore a 100 dollari/MWh, con minimi pari a 38 dollari/MWh.
Il vantaggio cinese dipende da diversi fattori strutturali. Il rapporto cita la forte integrazione verticale della manifattura, il basso costo del capitale, supply chain mature e processi autorizzativi più rapidi.
Le province più competitive per il fotovoltaico risultano Hebei, Ningxia, Qinghai, Xinjiang, Gansu, Mongolia Interna e Yunnan. Per l’eolico emergono Mongolia Interna, Jilin, Gansu e Shaanxi.
Negli USA il costo resta più elevato
Gli Stati Uniti dispongono di eccellenti risorse solari ed eoliche, ma il costo finale resta significativamente superiore rispetto alla Cina. Il rapporto attribuisce questa differenza a quattro elementi principali: costi finanziari più elevati, maggiore complessità autorizzativa, costi di connessione alla rete e incertezza normativa.
Nel caso del fotovoltaico con accumulo a Las Vegas, un impianto da 100 MW presenta un LCOE tradizionale di circa 43 dollari/MWh nel 2025. Per raggiungere il 95% di affidabilità servono però quasi 592 MWh di batterie e circa 62 MW aggiuntivi di fotovoltaico, portando il Firm LCOE a circa 113 dollari/MWh.
Il rapporto evidenzia inoltre il cosiddetto “battery wall”. Oltre l’86% di affidabilità, utilizzare esclusivamente batterie diventa rapidamente troppo costoso. Per questo l’overbuild produttivo e la complementarità tra tecnologie diventano fondamentali.
Negli Stati Uniti anche il costo delle nuove centrali a gas è però aumentato rapidamente. IRENA riporta che i nuovi impianti combined cycle hanno raggiunto circa 102 dollari/MWh, valore ormai vicino ai migliori sistemi ibridi rinnovabili.
BESS e data center accelerano la corsa alle rinnovabili 24/7
Il rapporto collega direttamente lo sviluppo dei BESS alla crescita dei consumi elettrici di data center, intelligenza artificiale e industria avanzata. Questi comparti richiedono energia continua, stabile e di elevata qualità.
IRENA cita i dati IEA secondo cui la domanda elettrica globale dei data center cresce di circa 12% all’anno e potrebbe più che raddoppiare entro il 2030.
I sistemi ibridi rappresentano quindi anche una risposta ai tempi sempre più lunghi di costruzione delle centrali fossili. Secondo S&P Global, la domanda globale di turbine a gas ha allungato le consegne fino a 5-7 anni. Inoltre il CAPEX delle nuove centrali combined cycle supera ormai i 2.000 dollari/kW in diversi mercati.
Al contrario, fotovoltaico, eolico e accumuli possono essere realizzati in 1-2 anni, una volta ottenuti permessi e connessioni di rete.
Anche il valore strategico cambia radicalmente. Secondo IRENA, le rinnovabili continue offrono un vantaggio strutturale rispetto ai combustibili fossili. Una volta costruiti gli impianti, il costo marginale resta basso e soprattutto scollegato dalla volatilità delle commodity energetiche globali.
Le rinnovabili 24/7 diventano un tema industriale e geopolitico
IRENA sottolinea che l’elettricità rappresenta oltre due terzi del costo di produzione dell’idrogeno verde e dei carburanti sintetici. Ridurre il costo dell’energia continua significa quindi migliorare direttamente la competitività dell’idrogeno e dei processi power-to-X.
L’agenzia evidenzia inoltre che il tema non riguarda più soltanto la sostenibilità ambientale. Le Rinnovabili 24/7 diventano un tema industriale, geopolitico e di sicurezza energetica. Le economie più dipendenti dalle importazioni fossili restano esposte a shock di prezzo, volatilità e tensioni sulle forniture.
Per questo il rapporto individua quattro elementi decisivi per accelerare il deployment: accumuli di lunga durata, digitalizzazione avanzata, interconnessioni regionali e nuovi sistemi di certificazione oraria dell’energia pulita.
L’analisi conclude che la tecnologia è ormai pronta. I costi continuano a scendere, la domanda cresce e i sistemi ibridi stanno già trasformando il modo in cui l’elettricità viene prodotta, distribuita e valorizzata. La vera sfida, secondo IRENA, riguarda ora la velocità con cui mercati, reti e regolazioni riusciranno ad adattarsi a questa nuova fase della transizione energetica.












