Sicurezza energetica: evitare i blackout è possibile

Un team di ingegneri dell’Oak Ridge National Laboratory sta sviluppando un kit di strumenti che permette di migliorare l’analisi della rete e la previsione dei diversi scenari possibili

Sicurezza energetica: evitare i blackout è possibile

 

(Rinnovabili.it) – Il più grande blackout nella storia degli Stati Uniti, si è verificato nel 2003, quando la semplice interruzione di una linea elettrica nella rete dell’Ohio ha fatto sì che 50 milioni di persone rimanessero al buio in tutto il nord-est degli States e nella provincia canadese dell’Ontario. Nonostante l’allora fallimento dell’infrastruttura elettrica, non tutte le interruzioni di corrente debbono essere ricondotte a reti mal funzionanti. I blackout sono, infatti, spesso il risultato di misure di protezione automatiche che garantiscono sbalzi di tensione o interruzioni nelle linee elettriche con lo scopo di non danneggiare piante, persone, o altre parti della rete.

 

Attraverso la modellazione avanzata e la simulazione computerizzata, però un team di ingegneri guidati dal ricercatore Travis Smith dell’Oak Ridge National Laboratory (ORNL) sta sviluppando un kit di strumenti che permette di migliorare la sicurezza energetica, ottimizzando l’analisi della rete e la previsione dei diversi scenari possibili. “Abbiamo semplicemente di integrare alcuni strumenti esistenti per migliorare ancora di più il lavoro che già fanno”, spiega Smith.  Gli attuali sistemi di protezione automatica si basano su una serie di relè installati sulle linee di trasmissione e sulle sottostazioni. Se un relè registra un disturbo, come ad esempio un calo di tensione, scatta immediatamente un interruttore interrompendo l’elettricità a livello locale. Nella maggior parte dei casi si tratta di una tecnologia per così dire “non intelligente”, nel senso che i tecnici devono recarsi fisicamente sul posto per capire cosa sia successo. Ciò significa che le prime ore di un blackout sono spese per indagare le cause stesse dell’interruzione, creando facilmente effetti a catena durante il processo di controllo.

 

Per ovviare al problema il team sta sviluppando un programma di protezione dettagliato che permetta di intervenire con soluzioni in tempo reale, grazie all’analisi delle variazioni di precisi parametri. Inoltre i ricercatori stanno affinando il programma al fine di indagare l’impatto delle energie rinnovabili in materia di sicurezza energetica utilizzando modelli di interconnessione orientale (EI), una delle principali reti della nazione, per gli anni 2008-21.

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2 Commenti

  1. Salve, leggo che il primo grande blackout elettrico della storia degli Stati Uniti è stato nel 2003. L’informazione è sbagliata. Il primo risale al 1965, precisamente il giorno 9 novembre. Il Big Black-Out riguardò New York, Boston e Toronto. Quella sera otto stati americani, e la provincia canadese dell’Ontario, caddero nelle tenebre per una incredibile avaria nella centrale elettrica del Niagara. Tutto durò 10 ore e gettò nel panico milioni di americani.

    Cordiali saluti.

    • Gentile Antonio, ha ragione in parte. In realtà l’articolo riporta testualmente “Il più grande blackout nella storia degli Stati Uniti” inteso come quello che colpì il maggior numero di americani, ovvero in questo caso circa 55 milioni di persone, e non il “primo grande blackout”. L’evento a cui si riferisce lei è stato altrettanto importante, ma lasciò al buio “solo” – se così si può dire – 30 milioni di cittadini. Sono comunque entrambi nella lista dei maggiori blackout mai registrati al mondo.

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