Kangaroo Island vuole il 100% di rinnovabili

La celebre Isola dei canguri vuole fare a meno dei 15 km di cavo sottomarino che la legano alla terraferma e rendersi offgrid con sole, vento ed energia dalle onde

Kangaroo Island vuole il 100% di rinnovabili

 

(Rinnovabili.it) – E’ una delle maggiori icone turistiche dell’Australia, nonché la sua terza più grande isola, ed ora è pronta a staccare la spina. Quella che la lega alla terraferma, si intende. Parliamo di Kangaroo Island, i cui oltre 4mila abitanti sono pronti a lasciare un segno nella storia australiana passando a un’alimentazione al 100% a base di energie rinnovabili, sia per la fornitura elettrica che per i trasporti.

 

Il gestore di rete ha lanciato una call per l’invio di proposte che sappiano sfruttare al meglio le risorse energetiche naturali del territorio. Fotovoltaico, eolico, biomasse e anche l’energia oceanica dovranno essere messe a frutto in un mix tecnologico che contempli anche impianti di stoccaggio e software intelligenti per la gestione della domanda elettrica. L’obiettivo? Tagliare i cavi di connessione con la terraferma, rendendosi autosufficiente.

 

Attualmente  l’energia è consegnata da un vecchio elettrodotto sottomarino, lungo 15 km, ormai prossimo alla pensione, che ha aperto per il gestore, la South Australia Power Networks, due possibilità: sostituire la rete con un nuovo cavo o riflettere su alternative offgrid.

 

A sostegno del “taglio dei fili” con la terraferma è arrivato anche uno studio dell’Istituto Sustainable Futures dell’Università di Sydney. I ricercatori dell’ateneo si sono presi l’incarico di esaminare le più recenti innovazioni tecnologiche in materia di rinnovabili e valutare quale potrebbe essere la soluzione migliore per la comunità dell’isola. “Se possiamo dimostrare che l’energia rinnovabile è tecnicamente ed economicamente praticabile per Kangaroo Island, sarebbe un potente precedente per tutte quelle comunità in Australia che stanno cercando di sviluppare le proprie risorse energetiche rinnovabili”, spiega Chris Dunstan, direttore del progetto.

Già all’inizio di quest’anno, l’istituto aveva redatto un piano provvisorio che proponeva 8MW di turbine eoliche, 4 MW di fotovoltaico a terra e 4 MW di fotovoltaico su tetti e coperture, con un sistema di storage per altri 3 MW. Un nuovo paradigma energetico a beneficio non solo dei 4600 abitanti ma anche degli oltre 200mila visitatori che ogni anno il turismo dell’isola accoglie.

 

“Se l’idea funziona – sostiene il CEO del Consiglio dell’Isola Andrew Boardman – si potrebbe fornire un modello da seguire”.

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