Dalle energie marine potremmo ottenere fino a 130mila TWh l’anno

La Camera (Irena): “L’energia rinnovabile oceanica ha il potenziale per soddisfare 4 volte l’attuale domanda globale di elettricità”

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Image by Dimitris Vetsikas from Pixabay

Le energie marine offrono oggi una capacità installata di 530 MW

(Rinnovabili.it) – Tra le grandi risorse offerte dagli oceani mondiali all’umanità c’è anche quella energetica. Si stima, infatti, che da queste vaste distese d’acqua salata si possa teoricamente più che soddisfare il fabbisogno elettrico globale. Come sfruttare questa enorme potenzialità? A rispondere è il nuovo report sulle energie marine di IRENA, l’Agenzia internazionale delle rinnovabili. Il documento offre un viaggio tra le moderne tecnologie oceaniche, esaminando principi operativi, capacità installata e potenziale energetico per ogni singola soluzione. E spiega come le risorse marine, se messe a frutto, possano generare tra i 45.000 e i 130.000 TWh di elettricità all’anno.

“L’energia rinnovabile oceanica  ha il potenziale per soddisfare 4 volte l’attuale domanda globale di elettricità”, ha spiegato Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA dal palco del’Ocean Energy Europe Conference & Exhibition. Per La Camera non si tratta però solo di un dato produttivo. Puntare sule energie marine permetterebbe anche di promuovere la blue economy, portando “benefici socio-economici ad alcune delle aree più vulnerabili al clima cambiamento come SIDS e zone costiere”. 

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La lista delle tecnologie offshore è lunga. Include impianti di sfruttamento delle onde, delle correnti e delle maree, ma che le meno conosciute centrali per la conversione dell’energia termica oceanica e quelle basate sul gradiente di salinità.

Sommando tutte queste voci assieme, otteniamo oggi 530 MW installati a livello mondiale. La parte da leone la fanno gli sbarramenti di marea, dighe specializzate che sfruttano l’energia potenziale nel dislivello tra alta e bassa marea. Questa soluzione offre oltre il 98% della capacità combinata totale attualmente operativa, ossia ben 521,5 MW. Nonostante il predominio tecnologico, però, in quasi 10 anni non sono state sviluppate nuove centrali elettriche a sbarramento di marea di dimensioni rilevanti. “Tuttavia – si legge nel report – è già stata pianificata una pipeline di oltre 2,5 GW in tutto il mondo”.

Sta crescendo anche il contributo dei generatori a flusso di marea e dispositivi in grado di catturare l’energia delle onde; attualmente offrono rispettivamente 10,6 MW e 2,31 MW di capacità installata. Spazio ridotto, invece, per le tecnologie di conversione dell’energia termica oceanica (OTEC), gradiente di salinità e correnti oceaniche. “Sebbene i progetti su piccola scala stiano iniziando a essere implementati e stiano aumentando di dimensioni, le tecnologie sono tutte ancora in fase di ricerca e sviluppo. Devono ancora essere superate alcune barriere e il lavoro su queste tecnologie viene quindi condotto principalmente negli istituti di ricerca e nelle università”.

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