Dal PNNL il generatore di energia marina che indossa la pelliccia

I ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory hanno creato una piccola centrale elettrica cilindrica che converte l’energia delle onde in elettricità per alimentare i dispositivi di comunicazione e sensori oceani

generatore di energia marina
Foto di Free-Photos da Pixabay

Creato un TENG con moltiplicatore di frequenza

(Rinnovabili.it) – Un generatore di energia marina piccolo, anzi piccolissimo, ma in grado di aiutare lo studio oceanico e sistemi meteo di allerta precoce. È il TENG realizzato da un gruppo di scienziati del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL), negli Stati Uniti. L’acronimo sta per “TriboElectric NanoGenerator”, dispositivo che converte l’energia meccanica esterna in elettricità sfruttando l’effetto triboelettrico e l’induzione elettrostatica. Questo campo tecnologico si è progressivamente avvicinato al mondo del monitoraggio marino grazie ad una serie di caratteristiche uniche: sfruttando semplicemente le onde, i TENG potrebbero alimentare sensori, boe e strumentazioni offshore, anche in zone remote, in maniera costante e affidabile. Senza bisogno di batterie o costose operazioni di ricarica.

Tuttavia ottenere un dispositivo commerciale si è rivelata un impresa ardua e oggi esistono pochissimi TENG (prototipali) abbastanza efficienti da generare una potenza utile con onde a bassa frequenza. Il lavoro svolto dal PNNL potrebbe, però, aprire una nuova via per i generatori di energia marina su piccola scala.

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Il nano generatore di energia marina del PNNL

 Lo scienziato Daniel Deng e il suo team hanno creato un nanogeneratore triboelettrico cilindro con moltiplicatore di frequenza. Il dispositivo – ancora in attesa di brevetto – è costituito da un cilindro più grande e uno più piccolo interno. Tra i due elementi sono state posizionate strisce di pelliccia artificiale, elettrodi di alluminio e un materiale simile al teflon chiamato etilene propilene fluorurato. Quando il TENG rotola lungo la superficie di un’onda, la pelliccia e gli elettrodi sfregano contro il materiale plastico creando elettricità statica. Per aumentare le prestazioni gli scienziati del PNNL hanno inserito dei magneti che fermano la rotazione del cilindro interno fino a che il generatore non ha raggiunto la cresta dell’onda, permettendogli di accumulare sempre più energia potenziale. Quindi i magneti liberano il cilindro interno permettendogli di rotolare lungo l’onda molto velocemente. 

 Attualmente il nano generatore di energia marina può produrre elettricità sufficiente per far funzionare piccoli dispositivi elettronici, come sensori di temperatura e trasmettitori acustici. Ma il team punta all’uso commerciale, creando un sistema in grado di far funzionare un’intera piattaforma di monitoraggio oceanico, composta da più sensori e strumenti di comunicazione satellitari.

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