Dalla NTU il micro eolico portatile che cattura le brezze leggere

Il dispositivo creato dagli scienziati della Nanyang Technological University è in grado di produrre piccole quantità di energia elettrica sfruttando venti che soffiano a soli 2 metri al secondo

micro eolico portatile
Credits: NTU di Singapore

Un nuovo micro eolico portatile che sfrutta l’effetto triboelettrico

(Rinnovabili.it) – Non sarà potente come le classiche turbine a tre pale, ma il micro eolico portatile creato da un gruppo di scienziati di Singapore porta lo sfruttamento del vento su una nuova scala. Nuova e molto piccola. I ricercatori della Nanyang Technological University (NTU) hanno creato un dispositivo semplice ed economico capace di produrre quantità di energia utili sfruttando semplici brezze.

La tecnologia alla base del progetto non è in realtà una novità. Il micro eolico portatile sfrutta il cosiddetto effetto triboelettrico, che consiste nel trasferimento di cariche tra materiali diversi quando strofinati tra di loro. Grazie all’attrito, uno dei due materiali tenderà a cedere elettroni e caricarsi positivamente, l’altro tenderà ad acquisirli e a caricarsi negativamente, creando così una tensione. Un meccanismo semplice, studiato fin dai tempi antichi (la prima macchina elettrostatica risale al 1660) e che ha suscitato negli ultimi anni un rinnovato interesse nel mondo della ricerca energetica.

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Accumulo incorporato

Il dispositivo triboelettrico della NTU possiede un corpo in fibra epossidica, un polimero altamente resistente, a cui è attaccato un fermo realizzato in rame, alluminio e teflon. Quando il sistema è esposto al vento, inizia a vibrare, facendo avvicinare e allontanare gli elementi fra loro. E ciò provoca la formazione di cariche. Nei test di laboratorio, il dispositivo ha dimostrato di poter alimentare 40 LED in modo continuo a una velocità del vento di 4 metri al secondo. Non solo. Ha mostrato di poter anche immagazzinare le cariche in eccesso per mantenere l’alimentazione elettrica anche in assenza di vento.

 “Se esposto a venti con una velocità di due metri al secondo – spiegano gli scienziati – può produrre una tensione di 3 volt e generare una potenza elettrica fino a 290 microwatt, sufficiente ad alimentare un sensore commerciale e a inviare dati a un telefono cellulare o a un computer”.

Misurando solo 15 centimetri per 20, può essere facilmente montato sui lati degli edifici e sarebbe l’ideale per l’integrazione in  ambienti urbani, come la periferia di Singapore, dove la velocità media del vento è inferiore a 2,5 metri al secondo. La ricerca è stata pubblicata su Mechanical Systems and Signal Processing (testo in inglese).

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