Anche in Oklahoma non si può più vietare il fracking

La governatrice: “Evitato un mosaico normativo”. Ma il divieto locale di moratorie sul fracking è una restrizione democratica voluta dalle aziende

Fonte: CNN
Fonte: CNN

 

(Rinnovabili.it) – Sta diventando una prassi, negli Stati Uniti, impedire alle autorità locali di vietare il fracking. Alla legge approvata meno di due settimane fa dal governo del Texas – che ha reso carta straccia il referendum dei cittadini di Denton, inquinati dalle trivelle piazzate a pochi passi da casa – si aggiunge quella dell’Oklahoma. Città e contee non avranno più la possibilità di impedire la fratturazione idraulica, né potranno limitare in alcun modo l’attività delle compagnie petrolifere e del gas all’interno dei loro confini. A firmare il ddl è stata la governatrice Mary Fallin. Fortemente sostenuto dall’industria, ma ferocemente avversato da Comuni e associazioni ambientaliste, il disegno di legge vieta espressamente moratorie o veti locali su trivellazioni, fracking, smaltimento delle acque reflue, operazioni di estrazione e infrastrutture come oleodotti e gasdotti. La governatrice ha dichiarato che il disegno di legge permette di riaffermare l’autorità dei tre commissari della Oklahoma Corporation Commission e impedisce un patchwork di norme incoerenti sul territorio statale.

 

Anche in Oklahoma non si può più vietare il fracking 2«I commissari sono eletti dal popolo dell’Oklahoma per regolamentare l’industria petrolifera e del gas – ha detto Fallin – Sono i più adatti a prendere decisioni in merito alle trivellazioni e al loro effetto sulle attività sismiche, l’ambiente e altre questioni delicate. L’alternativa è quella di perseguire un mosaico di norme che, in alcuni casi, potrebbero arbitrariamente vietare la ricerca di energia e danneggiare la più grande industria dello Stato, maggior datore di lavoro e contribuente».

Guarda caso, l’industria energetica è uno dei principali sponsor delle campagne politiche dei commissari in capo alla Oklahoma Corporation Commission, un panel che ha fatto poco per limitare le pratiche di iniezione delle acque reflue nei pozzi, collegate ad un drammatico aumento dei terremoti in tutto lo Stato.

 

Anche in Oklahoma non si può più vietare il fracking-La stessa Fallin, il 21 aprile scorso, era stata costretta ad ammettere che il boom di terremoti nel suo Stato era dovuto alle operazioni di fracking. Lo scarico ad altissima pressione delle acque infarcite di sostanze chimiche nel terreno, provoca sovente scosse telluriche di bassa intensità. Il problema è che spesso si tratta di veri e propri sciami sismici, che contribuiscono a dar vita a terremoti di grado più alto. L’Oklahoma ne ha registrati 585 di grado 3.0 o superiori solo nel 2014, più di qualsiasi altro Stato ad eccezione dell’Alaska, ed è sulla buona strada per superare i 900 nel 2015. Si sono verificati anche sismi più pericolosi. Una serie di scosse nel 2011 ha superato la magnitudo 5.0, causando milioni di dollari di danni.

 

Alcuni proprietari di case, gravemente danneggiati dall’operato delle aziende, hanno deciso di muoversi da sé, intentando cause tramite cui vorrebbero mettere in capo alle compagnie del gas i costi di riparazione. I democratici all’opposizione chiedono la moratoria sul fracking, ma la governatrice non ne vuole sapere. Con questa legge, anzi, impedisce alle autorità locali qualsiasi opposizione democratica, anche se supportata dalla maggioranza della popolazione.

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