Aste rinnovabili, le offerte negative sono un boomerang per i consumatori?

La denuncia di WindEurope: far pagare alle aziende il diritto di sviluppare un nuovo parco eolico è una mossa dannosa per i consumatori e negativa per la catena di approvvigionamento

Idrogeno dalle turbine eoliche offshore
Image by David Will from Pixabay

Offerte zero e offerte negative, sono davvero un vantaggio?

(Rinnovabili.it) – Le aste rinnovabili stanno spopolando in Europa. Il meccanismo ha rimpiazzato i vecchi schemi incentivanti aiutando i Paesi a procurarsi elettricità pulita a prezzi sempre più bassi. In questo contesto i CdF (Contract for Difference, letteralmente Contratti per differenza) rappresentano la formula più diffusa per finanziare i progetti vincitori.

Il funzionamento è semplice: i governi pagano gli sviluppatori degli impianti quando il prezzo di mercato dell’energia è inferiore al prezzo d’asta concordato, colmando la differenza. Il meccanismo si inverte quando invece i prezzi dell’elettricità salgano e quindi vendere energia dall’impianto è di per sé più remunerativo dell’offerta prestabilita. Come sottolinea oggi WindEurope, si tratta di “un buon sistema: è economico per i governi e per la società in quanto garantisce entrate stabili e riduce al minimo i costi finanziari”.

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Ma il meccanismo d’asta sta aprendo le porte anche ad una serie di possibilità inusuali. Alcuni governi hanno iniziato a utilizzare aste rinnovabili “a offerta zero”, in cui i parchi eolici guadagnano semplicemente dal prezzo di mercato dell’elettricità. “Sembra economico ma significa costi finanziari più elevati perché le banche sono meno disposte a finanziare i progetti quando non vedono entrate stabili”.

 E negli ultimi mesi sono apparse anche “offerte negative“. È successo in Danimarca per il nuovo parco eolico Thor, e Paesi Bassi e Germania si preparano a replicare il meccanismo per i progetti eolici offshore. 

L’offerta negativa presenta lo stesso problema [dell’offerta zero]. O peggio: impone costi aggiuntivi ai parchi eolici che devono poi essere trasferiti alla società”, scrive l’associazione che rappresenta i produttori eolici in Europa. “I governi possono essere tentati di fare soldi in questo modo. Ma devono ricordare che le offerte negative impongono costi aggiuntivi a coloro che sviluppano parchi eolici e che gli sviluppatori trasferiranno questi costi a qualcuno. O ai consumatori sotto forma di bollette energetiche più elevate. O ai loro fornitori”.

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