Dagli USA il micro reattore nucleare che utilizza combustibile esaurito

La startup, selezionata dall’Idaho National Laboratory sta lavorando alla dimostrazione di tecnologia di fissione avanzata che può essere utilizzata in remoto e off-grid

micro reattore nucleare
Credits: Gensler

Un micro reattore nucleare che sembra uno chalet di montagna

(Rinnovabili.it) – Il volto dell’energia nucleare sta cambiando. In buona parte del mondo i nuovi impianti faticano a competere con forme di energia più economiche, come il gas naturale. E tra diffidenza pubblica e orientamenti politici incerti, l’era di crescita per le grandi centrali atomiche in occidente sembra ormai agli sgoccioli. A rimpiazzarla potrebbe essere una nuova tendenza: quella dei mini reattori nucleari. Parliamo sistemi modulari su piccola scala, più “semplici” ed economici ma anche più sicuri, a detta dei loro progettisti. E in grado di occupare l’1% dello spazio di un reattore convenzionale.

Sul trend si sono buttati nomi celebri come Bill Gates con la sua Terra Power, e un serie di nuove società quali, ad esempio, Elysium Industries, NuGen e X-energy. All’elenco si è aggiunta anche Oklo, startup della Silicon Valley fondata da due scienziati del MIT. La società è stata selezionata nel 2020 dall’Idaho National Laboratory per lavorare alla dimostrazione di una tecnologia di fissione avanzata che riutilizza il combustibile esaurito delle altre centrali nucleari. E lo fa su una scala ben più piccola dei progetti presentati sino ad oggi. A titolo di confronto, il mini reattore di TerraPower, il Natrium, avrà una capacità di 345 MWe; quello di Oklo, chiamato Aurora, appena 1,5 MWe, rendendolo un vero e proprio micro reattore nucleare

“Oklo sta pianificando di utilizzare l’uranio recuperato dal reattore sperimentale II (EBR-II) […] in funzione dal 1964 al 1994”, ha spiegato alla CNBC Jess Gehin, direttore associato del Dipartimento Scienza e Tecnologia nucleare presso l’Idaho National Laboratory. “Di conseguenza, i materiali, che in precedenza erano destinati allo smaltimento, possono essere utilizzati per produrre nuova energia”.

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In questo caso, l’uranio recuperato dal combustibile usato viene impoverito per produrre “uranio ad alto dosaggio e a basso arricchimento”, ovvero HALEU. Ma Oklo non è la sola interessata a questo rifiuto. Diverse aziende statunitensi stanno sviluppando tecnologie di micro reattori che utilizzerebbero HALEU e hanno pertanto bisogno dell’accesso al carburante per dimostrare i propri progetti. “Molti di questi chiedono combustibili con livelli più elevati di uranio-235 in modo che i reattori possano funzionare per anni senza dover essere riforniti”, ha affermato John Wagner, direttore dell’Idaho National Laboratory. “Questo è un attributo importante poiché questa tecnologia dovrebbe essere utilizzata in aree remote a cui può essere difficile accedere”.

 L’ingombro ridotto della tecnologia ha dato alla startup l’opportunità di ideare un inaspettato design per il micro reattore nucleare Aurora. La struttura, per ora solo su carta, assomiglia più ad un moderno chalet di montagna che a una centrale elettrica. E per strizzare l’occhio ai nuovi dettami architettonici, le pareti esterne saranno coperte di pannelli solari. “Esteticamente richiama le aree settentrionali che siamo interessati a servire”, afferma il COO Caroline Cochran. “Ed è funzionale per la neve e le precipitazioni in quelle aree.” Secondo i progettisti, l’avanzata tecnologia di reattore utilizzata da Oklo consentirebbe all’Aurora di essere aperta all’ambiente e persino al pubblico. L’obiettivo dell’azienda è rendere operativo il primo micro reattore nuclare nel 2022 o nel 2023.

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