Gli effetti del COVID-19 sul mercato dell’energia

Il rallentamento delle attività economiche cinesi a causa del coronavirus, sta influenzando il settore energetico del Paese. Ma gli effetti hanno già scavalcato i confini della repubblica popolare

COVID-19 energia
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Crollano i prezzi del petrolio sotto l’ondata del coronavirus (COVID-19)

(Rinnovabili.it) – Uno dei primi effetti “non sanitari” legati all’esplosione del coronavirus (COVID-19) è stato il rallentamento rallentamento delle attività economiche in Cina. Ciò, a sua volta, ha influenzato l’intero settore energetico nazionale con impatti a lungo termine di cui è ancora difficile stimare l’entità.

Quello che emerge chiaramente, però, è che quando una delle più grandi potenze energetiche al mondo subisce un simile colpo, è impossibile che il resto del pianeta non ne risenta.

 

E tra i primi settori a subire l’onda d’urto del coronavirus, c’è il mercato petrolifero. Lo scorso mercoledì i prezzi del greggio sono ulteriormente precipitati, riflesso dei timori per le ripercussioni sulla domanda cinese. La Repubblica popolare è infatti il più grande importatore di petrolio al mondo.

In realtà in questa fase è impossibile quantificare quanto il virus influenzerà le importazioni energetiche del Gigante asiatico. Quello che è certo è che Covid-19 taglierà la crescita economica del Paese e ha già portato a un forte calo della domanda di gas nei suoi settori industriale ed elettrico, i due maggiori consumatori.

 

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Ma il mercato, come sempre, reagisce alle previsioni.

Il petrolio americano è crollato di un altro 3% giovedì raggiungendo circa 47,25 dollari al barile. Questo è il prezzo più basso toccato da gennaio 2019 e segna un calo del 25% dal recente picco di 63,27dollari al barile del 6 gennaio. I prezzi erano tornati in aumento all’inizio 2020, poiché gli investitori scommettevano che la Fase Uno dell’accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti avrebbe rilanciato l’economia globale. E invece, in una sola settimana, il greggio ha perso 11 punti percentuali.

“Stiamo assistendo al proliferare di effetti a catena del coronavirus, al di fuori della Cina. Questo sta influenzando gli investitori su petrolio e altre attività a rischio”, ha affermato Michael Tran, direttore della strategia energetica globale presso RBC Capital Markets.

 

Citando il Covid-19, due giorni fa Goldman Sachs ha detto ai clienti che sta tagliando le previsioni di crescita della domanda di greggio per il 2020 a metà, a soli 600.000 barili al giorno. “Se il coronavirus si diffonderà ulteriormente a livello globale, ci aspettiamo ulteriori rischi al ribasso per le nostre stime”, ha scritto l’analista di Goldman Sachs Brian Singer in un rapporto.

La debolezza della domanda fa aumentare la pressione sull’OPEC e sui suoi alleati affinché prendano provvedimenti decisivi. Il gruppo si incontrerà la prossima settimana a Vienna per decidere se sono necessari ulteriori tagli all’offerta per bilanciare il mercato.

 

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