Fondo di transizione UE, gas e nucleare restano fuori

Gli ambasciatori degli Stati membri hanno raggiunto il primo accordo parziale sul Just Transition Fund, escludendo dal sostegno energia nucleare, prodotti del tabacco e combustibili fossili. Porte aperte invece all’istruzione e all’inclusione sociale

fondo di transizione
Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Manca ancora l’accordo sulle risorse da destinare al Fondo di transizione ecologica

(Rinnovabili.it) – Il fondo di transizione europeo non dovrebbe finanziare nucleare e gas naturale. Questo l’orientamento dei rappresentati dell’UE-27 sul regolamento del Just Transition Fund. Gli ambasciatori UE hanno approvato lo scorso 24 giugno la posizione parziale del Consiglio per i negoziati con il Parlamento europeo su uno degli elementi più delicati del Green Deal europeo. 

Il fondo in questione, fortemente voluto dalla Commissione von Der Leyen, rappresenta infatti un solido aiuto finanziario per la decarbonizzazione comunitaria. A regime metterà a disposizione 40 miliardi di euro per aiutare la riqualificazione di tutte quelle regioni economicamente legate a carbone, lignite, torba e scisto bituminoso. L’obiettivo è ridurre i costi socioeconomici per le comunità meno attrezzate per affrontare la decarbonizzazione. Trenta miliardi proverranno dal nuovo Recovery Fund e il resto dal budget europeo 2021-27.

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La proposta di incentivare la transizione ha creato fin da subito una spaccatura tra i fedeli delle rinnovabili e chi avrebbe voluto estendere il sostegno a nucleare e gas naturale. È il caso, ad esempio, della Polonia che ha deciso di puntare sull’energia dell’atomo per rimpiazzare il suo consumo di carbone.

Ma, almeno per ora, questa opzione sembra scongiurata. I rappresentanti degli Stati membri hanno infatti concordato che il fondo di transizione giusta non debba supportare “la dismissione o la costruzione di centrali nucleari”“investimenti relativi alla produzione, lavorazione, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili”. Fuori dallo strumento rimangano anche tutti i prodotti e i processi legati al tabacco.

Il campo applicazione è stato, però, esteso a investimenti in PMI e start-up, ricerca e innovazione, trasferimento di tecnologie avanzate e decarbonizzazione dei trasporti locali. Dentro anche eventuali attività nel settore dell’istruzione e dell’inclusione sociale.

“Il Just Transition Fund è una parte fondamentale del Green Deal europeo ed è indispensabile per il suo successo”, ha commentato Marko Pavić, ministro croato dello sviluppo regionale e presidente di turno del Consiglio. “Avrà un ruolo chiave nel garantire che affronteremo insieme i cambiamenti climatici come un’Unione, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri e regioni, in modo che nessuno rimanga indietro”.

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La posizione adottata è ancora parziale perché la decisione sull’entità del fondo e la sua distribuzione tra Paesi e regioni sarà presa dai capi di Stato dei ventisette nell’ambito del negoziato sul budget 2021-27. Non solo. Il testo potrebbe subire ulteriori ritocchi dal momento che si attende ancora la posizione del Parlamento europeo. Una volta che Strasburgo avrà detto la sua, entrambi i rami legislativi dovranno raggiungere un accordo.

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