Gas e carbone condannano l’Italia per generazione elettrica sporca in UE

Sono 7 i paesi la cui intensità di carbonio nella generazione di energia elettrica è superiore alla media dell’UE a 27 e frenano la decarbonizzazione

generazione elettrica
Credits: mohamed ramzee da Pixabay

Roma ha un’intensità di carbonio nella generazione elettrica di 156 gCO2/kWh

(Rinnovabili.it) – C’è anche l’Italia tra i paesi che frenano la decarbonizzazione della rete elettrica dell’Unione Europea. Colpa della disinvoltura con cui Roma continua ad affidarsi a carbone e altre fonti fossili per la generazione elettrica. Insieme all’Italia, in questa lista nera stilata dal think tank Ember, ci sono anche Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Belgio, Romania e Germania. Insieme, questi paesi saranno responsabili per l’80% delle emissioni del settore elettrico nel 2030.

Il rapporto appena pubblicato inchioda anche l’Italia, benché tra le pecore nere del continente sia quella più vicina alla media UE – e quindi il paese che con meno sforzo può mettersi in regola e permettere all’UE di tornare in carreggiata rispetto ai suoi obiettivi: tagliare le emissioni globali del 55% al 2030 (come propone la Commissione) o del 60% (come chiede l’europarlamento).

Leggi anche Legge sul clima, ok dai ministri dell’ambiente ma senza il target 2030

Secondo i calcoli di Ember, l’Italia ha un’intensità di carbonio prevista al 2030 nella generazione elettrica pari a 156 grammi di CO2 per kWh. Appena più alto della media dell’UE a 27, che si ferma a 153. E ben distanziata dal penultimo paese nella lista, la Romania con 203. Classifica dominata, senza alcuna sorpresa, dall’est Europa: Varsavia con 566 gCO2/kWh, seguita da Praga con 425 e Sofia con 365.

Il rapporto prevede che le energie rinnovabili raddoppieranno nel prossimo decennio per soddisfare il 60% della domanda di elettricità dell’UE. In gran parte sarà grazie alla crescita di eolico e solare. In tutta l’UE, il 40% dell’elettricità sarà generato da energia eolica e solare, con Danimarca, Paesi Bassi e Spagna che peseranno per più del 60%.

Leggi anche Fonti rinnovabili in Italia, quasi il 40% dell’elettricità è verde

Nonostante questi progressi, Ember calcola che i combustibili fossili genereranno ancora il 25% dell’elettricità dell’UE entro il 2030. L’Italia non è nel mirino per il carbone, ma per il ruolo riservato al gas. Quasi tutta la produzione europea di carbone a fine decennio (circa il 90%) sarà concentrata in Polonia, Germania e Repubblica Ceca. La generazione di gas fossile vedrà ancora meno progressi, con pochi cambiamenti nel prossimo decennio. Il think tank sottolinea che paesi come Italia, Germania e Belgio prevedono nei loro piani nazionali un ruolo crescente per il gas fossile.

Articolo precedenteIn Italia nasce MyRechemical per produrre idrogeno ed etanolo dai rifiuti
Articolo successivoNemmeno Bruxelles vuole una riforma della PAC in linea con il Green Deal

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui