Mercato energetico europeo, il blocco spinge le rinnovabili al 43% del mix

La Commissione europea pubblica l’analisi trimestrale sui mercati dell’elettricità e del gas rivelando “il lockdown ha avuto un impatto senza precedenti”. Calo del PIL del 14%.

mercato energetico europeo
Image by Herbert Aust from Pixabay

L’effetto Covid-19 sul mercato energetico europeo

(Rinnovabili.it) – La crisi del Covid-19 e le misure di contrasto applicate dai governi UE hanno avuto un impatto incredibile sul mercato energetico europeo. Il fatto è oramai abbastanza noto, ma la Commissione Europea aggiunge oggi nuovi dati e dettagli attraverso la sua analisi trimestrale. Il rapporto analizza i principali fattori alla base dell’evoluzione dei prezzi e dei volumi per gas ed elettricità nei mesi di aprile, maggio e giugno 2020, ossia durante il primo picco pandemico in Europa. Il principale dato che emerge è ovviamente la forte contrazione dei consumi: -10% per il gas naturale e -11% per l’elettricità. “Il confronto con il secondo trimestre del 2019 – spiega l’esecutivo – mostra anche il profondo impatto sull’intera economia, con un calo del PIL del 14%”.

Ma non tutti i segni meno sono indice di trend “negativi”. L’analisi del mercato energetico europeo rivela anche come il mix di produzione si sia rapidamente adattato alla nuova e straordinaria situazione. I ridotti consumi, unitamente all’aumento stagionale della generazione fotovoltaica hanno contribuito a spingere in alto le fonti rinnovabili. Nel secondo trimestre 2020, le green energy hanno coperto ben il 43% del mix energetico UE. Un record assoluto.

Leggi anche World Energy Outlook 2020: fotovoltaico nuovo re dei mercati elettrici

Il rapporto del mercato elettrico europeo

Entrando nel dettaglio, il settore dell’energia elettrica è quello che ha ricevuto lo scossone più ampio. La domanda è calata dell’11% e i prezzi all’ingrosso sono diminuiti del 30-50%. Ma a fare la differenza è stato il sali e scendi delle varie fonti. “I combustibili fossili sono stati i principali perdenti di questo shock della domanda e questo ha coinciso con un aumento della generazione solare, nella misura in cui il fotovoltaico ha rappresentato il 9% del mix energetico dell’UE27″, aggiunge Bruxelles.

A soffrirne è stato soprattutto il carbone, che da tempo ormai vivere una situazione precaria nel Vecchio Continente; la sua produzione termoelettrica è scesa del 34% su base annua (-32 TWh). Anche il gas ha subito perdite (-13 TWh) e il nucleare ha fatto registrare un netto calo del 17% su base annua (-30 TWh). Grazie alla ripresa dell’idroelettrico e al maggior contributo solare, le fonti rinnovabili hanno festeggiato un altro trimestre di successo, espandendosi di 11 TWh su base annua; e raggiungendo una quota del 43% nel mix. 

Dati che trovano conferma anche nei trend nazionali. Secondo le informazioni fornite da Terna In Italia a marzo 2020, le green energy hanno fornito il 44,8% della produzione nazionale, rispetto il 38,4% di marzo 2019 (leggi anche Sistema elettrico italiano, il Covid-19 ha testato la sua resilienza).

Questa rinnovata proporzione tra rinnovabili e fossili ha ridotto l’impronta di carbonio del mercato energetico europeo. Le emissioni associate alla generazione elettrica nell’UE27 sono scese del 25% su base annua nel secondo trimestre del 2020. Il documento aggiunge anche il dato su veicoli elettrici, che nel periodo in questione hanno conquistato una fetta di mercato record: ben 7,2% rispetto il 2,4% del secondo trimestre del 2019). “Ciò si confronta con una quota di veicoli elettrici del 4,3% in Cina e dell’1,4% osservata negli Stati Uniti durante lo stesso periodo”.

Il rapporto sul mercato europeo del gas

Tra tensioni e impatti della pandemia (diretti e non), il settore ha passato un periodo difficile. Il crollo dei consumi legato alla sospensione di tante attività economiche, ha portato a un calo del 10% nella domanda UE da maggio a giugno. In alcuni Stati membri, il taglio ha toccato addirittura il 30% ad aprile 2020. Nel contempo i prezzi all’ingrosso sono diminuiti del 50-60% nel confronto anno su anno, ma la nuova economicità non è bastata a favorirlo nella produzione elettrica, a causa dell’abbondanza delle rinnovabili.

“In un contesto di bassa domanda di gas nell’UE, – spiega la Commissione europea – i prezzi all’ingrosso del gas su alcuni hub sono scesi al di sotto dei loro omologhi statunitensi a maggio, con l’annullamento di alcune spedizioni di GNL. I prezzi al dettaglio per un cliente industriale medio sono diminuiti dell’11% nel secondo trimestre del 2020 su base annua e anche i clienti domestici hanno beneficiato di prezzi inferiori nella maggior parte delle capitali dell’UE”.

Leggi qui le analisi del marcato energetico europeo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui