Milleproroghe 2021, i primi rinvii per l’energia

Nel pacchetto di emendamenti approvati alla Camera, la proroga del termine per l’adozione del Pitesai e il differimento al 2023 del passaggio definitivo al mercato libero dell’energia. Testo atteso oggi in assemblea per l’ok in prima lettura

milleproroghe 2021
Foto di Andreas Lischka da Pixabay

Pinetasi, trivelle e mercato tutelato tra i temi energetici del Milleproroghe 2021

(Rinnovabili.it) – Dopo una rapida operazione di scrematura sugli oltre 2.500 emendamenti presentati al Milleproroghe 2021, le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno concluso le votazioni. Il testo approda oggi in assemblea per il via libera e il successivo passaggio in Senato, ma non prima di aver introdotto alcune sostanziali modifiche. Tra le proposte salvatesi dallo sfoltimento, appaiono anche alcuni emendamenti riguardanti il settore dell’energia.

Primo fra tutti la Proroga del termine per l’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), lo strumento normativo che definisce il quadro di riferimento per la programmazione delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale. Il Milleproroghe 2021 sposterebbe, seppur di poco, il termine per l’approvazione. Nel dettaglio si passa al 30 settembre 2021, proroga a cui si lega ovviamente anche la sospensione dei procedimenti autorizzativi.

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Tra gli emendamenti approvati anche quello che posticipa al 1 gennaio 2023 la fine del mercato tutelato per l’energia elettrica e i gas e il passaggio obbligato al mercato libero. “L’abbiamo detto e lo abbiamo fatto, superando le resistenze delle altre forze di maggioranza: con un nostro emendamento al decreto milleproroghe tuteliamo gli utenti più vulnerabili prevedendo la proroga al 2023 dell’entrata in vigore del passaggio al mercato libero dell’energia elettrica e del gas”, spiegano i deputati del M5S Davide Crippa, capogruppo pentastellato a Montecitorio, e Luca Sut, capogruppo in commissione Attività produttive. “Nel 2019 le famiglie che hanno aderito al mercato libero hanno pagato l’energia elettrica in media il 26% in più rispetto a quelle che sono ancora nel mercato di maggior tutela: con il nostro intervento abbiamo evitato che nel 2022, oltre alle conseguenze della pandemia, famiglie e microimprese debbano anche subire un pesante aumento delle bollette”.

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Più tempo ai comuni comuni per gli interventi di efficientemente energetico e sviluppo sostenibile. Le modifiche al Milleproroghe 2021 hanno, infatti, differito i termini introdotti con decreto-legge n. 34 del 30 aprile 2019, per iniziare l’esecuzione dei lavori e poter ricevere così i contributi.

Le amministrazioni comunali avranno infine anche più tempo più tempo per consegnare le proprie osservazioni sulla mappa delle aree utilizzabili per il deposito delle scorie nucleari. Un emendamento al Milleproroghe 2021 assegna infatti 180 giorni (anziché 60) per la consultazione e 240 giorni (anziché 120) per il seminario nazionale.

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