Piano UE sul gas: “Riducete subito i consumi” industriali e civili

Nella bozza che circola da ieri, la Commissione riconosce che uno stop alle forniture dalla Russia impedirà all’UE di riempire gli stoccaggi oltre il 65-71%, molto meno dell’obiettivo dell’80% entro inizio novembre. Le misure proposte “potrebbero ridurre di un terzo l’impatto”. Niente price cap al gas russo (misura appoggiata dall’Italia), ma un sistema di incentivi/compensazioni alle industrie che risparmiano (copiato da quello introdotto in settimana dalla Germania)

Piano UE sul gas: tutte le misure per ridurre subito i consumi
via depositphotos.com

La versione definitiva del piano UE sul gas sarà presentata il 20 luglio

(Rinnovabili.it) – Incentivi finanziari alle aziende per ridurre il consumo di gas e riempire gli stoccaggi prima dell’inverno. Misure di contenimento più soft per cittadini, uffici, negozi. E una lista di settori industriali da chiudere in caso di emergenza acuta. Sono i punti principali del nuovo piano UE sul gas per salvare l’inverno (o almeno limitare i danni) in caso di interruzione totale delle forniture dalla Russia. Il documento sarà presentato solo il 20 luglio, ma in queste ore ha iniziato a circolare una prima bozza.

“Agire subito”

La parola d’ordine di Bruxelles è “risparmiare immediatamente”. Il mantra che alcuni governi ripetono da mesi – ogni kWh risparmiato conta – viene (finalmente) fatto proprio dalla Commissione. Il motivo è presto detto: gli operatori europei del gas hanno fatto qualche calcolo e c’è poco spazio per l’ottimismo.

Secondo le loro simulazioni, se questo mese i flussi di gas dalla Russia si interrompono, gli stoccaggi europei arriverebbero al massimo al 65-71% per inizio novembre. Se il Cremlino chiudesse i rubinetti più tardi, verso ottobre, i livelli di storage sarebbero più alti (anche se non all’80% richiesto dal piano RePower EU) ma ci sarebbe anche meno tempo per correre ai ripari.

Gli analisti di mercato sono anche più pessimisti. Se la chiusura del Nord Stream 1 per manutenzione, iniziata l’11 luglio, viene prolungata arbitrariamente da Mosca, Wood Mackenzie e Rystad Energy stimano che l’UE non riuscirebbe a riempire i depositi oltre i livelli attuali, circa il 60%. Ma anche se il gasdotto tornasse in attività (al 40% della capacità, il volume medio delle ultime settimane), non si andrebbe oltre il 69%.

Ridurre i consumi, quindi, è necessario. E può rendere la mazzata molto più lieve. Agire ora potrebbe ridurre di un terzo l’impatto di un’improvvisa interruzione delle forniture”, scrive la Commissione nella bozza di piano UE sul gas. “Indipendentemente da un’interruzione completa a breve termine, un’azione tempestiva e congiunta a livello europeo in questo momento critico del processo di riempimento degli stoccaggi ridurrà la necessità di un’eventuale e più dolorosa riduzione della domanda nel corso dell’inverno, in caso di interruzione dei flussi dalla Russia”.

Tutte le misure previste nel piano UE sul gas

Le misure contenute nel piano UE sul gas riguardano soprattutto le aziende (meno i semplici cittadini, che sono consumatori tutelati secondo la legge europea) e lasciano una certa discrezionalità agli stati nella loro applicazione. Tutte possono ancora cambiare durante la settimana che manca prima della presentazione del documento. Vediamole in dettaglio.

Incentivi alle aziende – I consigli dell’esecutivo UE riguardano soprattutto le aziende. L’approccio seguito da von der Leyen è molto tedesco e ben poco mediterraneo. La proposta di un tetto al prezzo del gas russo – lanciata tra gli altri da Mario Draghi – continua a non fare breccia: non ce n’è traccia.

Il pilastro della risposta UE è invece una misura che sembra quasi la copia carbone di quella appena introdotta da Berlino: incentivi finanziari alle aziende affinché riducano i consumi di gas. Come si dovrebbe procedere? Secondo quanto riporta la bozza, le misure rivolte all’industria potrebbero includere aste o gare d’appalto in cui i grandi consumatori riceverebbero una compensazione per consumare meno gas.

Aiuti di stato – C’è poi la possibilità di fare uso degli aiuti di stato in modo più flessibile. La Commissione prevede che sia possibile, per i paesi membri, usare questa formula per costruire sistemi di incentivi per l’industria affinché inizino a usare combustibili diversi dal gas. Questa misura riguarda sia gli impianti industriali che hanno una capacità di fuel switch, sia il settore energetico.

Chiusure – Ogni paese deve presentare una lista ordinata dei settori industriali che pensa di bloccare in caso di emergenza acuta, per dare priorità all’uso di gas per riscaldamenti e generazione elettrica a uso civile. Il piano UE sul gas non dà indicazioni precise, si limita a indicare i due criteri chiave che ogni paese deve seguire: quanto il servizio fornito è essenziale per l’economia, la competitività, e quante sono le ripercussioni lungo la catena di fornitura.

Riscaldamento e raffrescamento – Gli unici provvedimenti suggeriti dal piano UE sul gas che interessano direttamente i cittadini sono delle campagne informative per spingerli a fare economia alzando o abbassando la temperatura fissata per termosifoni e condizionatori. Nel caso di uffici, negozi e centri commerciali, i paesi membri sono invitati a imporre dei limiti.

Articolo precedenteDirettive efficienza e rinnovabili 2030, il Parlamento UE chiede un 45% di Fer
Articolo successivoLuce vs cambiamento climatico, i 10 vincitori regionali dei Velux Awards 2022

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui