Snam acquisisce il 2° rigassificatore galleggiante per l’Italia

La FSRU ha una capacità di rigassificazione di 5 mld m3 e sarà operativo nel 3° trimestre 2024. Insieme alla Golar Tundra acquisita a inizio giugno e diretta verso Piombino, contribuiranno al 13% del fabbisogno nazionale di gas, portando la capacità di rigassificazione a oltre il 30% della domanda

Rigassificatore galleggiante: Snam acquisisce la 2° FSRU
Una FSRU nel porto di Benoa, Bali. via depositphotos.com

Il rigassificatore galleggiante sarà posizionato al largo di Ravenna

(Rinnovabili.it) – Dopo la Golar Tundra, Snam ha messo le mani su una seconda nave metaniera da usare come rigassificatore galleggiante, come previsto dalla strategia del governo per assicurarsi forniture di gas adeguate nel breve-medio termine e abbandonare le forniture di Mosca. Ieri l’azienda italiana ha firmato un contratto da 400 milioni di dollari con la Bw Lng di Singapore per acquisire il 100% della FSRU I Limited. Il cui unico asset, al momento della cessione, è la FSRU (Floating Storage and Regasification Unit) BW Singapore.

Un rigassificatore galleggiante nell’Alto Adriatico

La nave ha una capacità di rigassificazione di 5 miliardi di metri cubi l’anno e una capacità massima di stoccaggio di circa 170.000 metri cubi di gas naturale liquefatto. Si aggiungono agli altri 5 mld di m3 di capacità della Golar Tundra, acquisita a inizio giugno e destinata – tra le polemiche – a stazionare al largo di Piombino. Il nuovo rigassificatore galleggiante Bw Singapore non sarà però subito disponibile. È ancora sotto contratto con terzi parti fino al novembre del 2023, cosa che ne rende possibile l’entrata in funzione, stima Snam, non prima del terzo trimestre del 2024. Cioè fra due anni esatti.

Come è stato già ampiamente anticipato, questa seconda FSRU sarà posizionata nell’Alto Adriatico, davanti alla costa ravennate. La stessa Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale aveva ventilato questa ipotesi già lo scorso marzo, quando il governo aveva iniziato a muovere i primi passi per diversificare l’approvvigionamento di gas dalla Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nel porto di Ravenna, ricordava il presidente dell’AdSP Daniele Rossi, è “già presente un terminale marino pronto per il trasporto a terra del gas e l’immissione nella rete nazionale di distribuzione”.

“Con questa operazione assicuriamo all’Italia il secondo nuovo rigassificatore galleggiante, che potrà contribuire in modo decisivo alla sicurezza e alla diversificazione energetica del Paese: le due FSRU acquistate nell’ultimo mese da Snam potranno da sole contribuire al 13% del fabbisogno nazionale di gas, portando la capacità di rigassificazione a oltre il 30% della domanda, non appena avremo l’autorizzazione per posizionarle e collegarle alla rete di trasporto nazionale”, ha commentato Stefano Venier, ad di Snam. Il posizionamento nel ravennate, precisa Venier, permette di “intercettare i potenziali nuovi flussi di LNG provenienti dal Nord Africa e dal Mediterraneo Orientale”, cioè le forniture aggiuntive che dovrebbero arrivare dall’Algeria e dall’Egitto (in questo caso il gas sarebbe israeliano).

“Assicurarsi queste due nuove FSRU non è stato semplice, in un mercato caratterizzato da scarsità di offerta e da una competizione internazionale in forte crescita con il passare delle settimane. Il rapido completamento di queste due acquisizioni regala tempo prezioso al percorso di autorizzazione e attivazione operativa del servizio, essenziale per rispondere all’attuale situazione di criticità energetica”, conclude l’ad di Snam.

Articolo precedenteInnovazione energetica in Italia: corrono le startup, zoppicano i brevetti
Articolo successivoLe ondate di calore sull’Europa durano più a lungo? Colpa della jet stream

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui