Oltre le zero emissioni: divenire carbon negative è fattibile e conveniente

Una nuova analisi del NREL fornisce un progetto dettagliato su come raggiungere e superare la neutralità carbonica negli Stati Uniti

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Il NREL stila le 8 azioni necessarie per raggiungere le zero emissioni

(Rinnovabili.it) – Raggiungere le zero emissioni nette entro metà del secolo non è solo fattibile ma anche conveniente. A stabilirlo è un gruppo di ricercatori, che ha provato a progettare il percorso statunitense verso la completa decarbonizzazione del settore energetico e industriale. Secondo gli scienziati, provenienti dal Berkeley Lab, dall’Università di San Francisco e dalla società di consulenza Evolved Energy Research, la neutralità carbonica può essere ottenuto ricostruendo le infrastrutture energetiche per funzionare principalmente con le rinnovabili, a un costo netto di circa 1 dollaro a persona al giorno. 

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Il team ha studiato molteplici percorsi tecnologici fattibili. Ognuno di questi differisce ampiamente nell’uso dei combustibili fossili, del suolo, dell’energia nucleare, dei biocarburanti. Ma nel contempo, condivide una serie di strategie chiave. “Aumentando metodicamente l’efficienza energetica, passando al vettore elettrico, utilizzando energia pulita (in particolare energia eolica e fotovoltaico) e implementando una piccola quantità di tecnologia di cattura del carbonio, gli Stati Uniti possono raggiungere zero emissioni“, scrivono i ricercatori.

“La decarbonizzazione del sistema energetico statunitense è fondamentalmente una trasformazione delle infrastrutture”, ha affermato Margaret Torn, scienziata senior del Berkeley Lab e una delle autrici principali dello studio “Carbon Neutral Pathways for the United States. “Significa che, entro il 2050, dobbiamo costruire molti gigawatt eolici e solari, nuove linee di trasmissione, una flotta di veicoli elettrici, milioni di pompe di calore per sostituire forni e caldaie convenzionali, ed edifici più efficienti dal punto di vista energetico. Il tutto continuando a innovare e ricercare nuove tecnologie”.

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In questa transizione, pochissime infrastrutture avrebbero bisogno di un “pensionamento anticipato” o di una sostituzione prima della fine della loro vita economica. “Nessuno sta chiedendo ai consumatori di cambiare la loro auto nuova di zecca per un veicolo elettrico”, ha detto Torn. “Il punto è che è necessario utilizzare tecnologie efficienti a basse emissioni di carbonio quando arriva il momento di sostituire l’attrezzatura attuale”.

I percorsi studiati hanno costi netti che vanno dallo 0,2% all’1,2% del PIL, con costi maggiori derivanti da alcuni compromessi, come la limitazione della quantità di terreno data agli impianti rinnovabili. Nei percorsi per raggiungere le zero emissioni con la minor spesa, circa il 90% della generazione elettrica proviene da vento e sole. Uno scenario, ha, addirittura, mostrato che gli Stati Uniti possono soddisfare tutte le loro esigenze energetiche con il 100% di rinnovabili (comprese le agroenergie), ma costerebbe di più e richiederebbe un maggiore utilizzo del suolo.

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Un altro importante risultato dello studio – pubblicato sulla rivista AGU Advances – è l’aver fornito per la prima volta una tabella di marcia dettagliata verso le emissioni negative (carbon negative). Questa espressione indica un sistema in grado di rimuovere dall’atmosfera un quantitativo di anidride carbonica maggiore di quello prodotto.

Secondo gli scienziati, con livelli più elevati di cattura del carbonio, biocarburanti e combustibili elettrici, il sistema energetico e industriale degli Stati Uniti potrebbe raggiungere “emissioni negative nette” per un totale di 500 tonnellate di CO2 rimosse dall’atmosfera ogni anno. Gli autori hanno calcolato che il costo di questo percorso è dello 0,6% del PIL, solo leggermente superiore al costo del percorso principale per raggiungere le zero emissioni nette (0,4% PIL). 

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