SEN, Calenda: “sarà un Piano clima energia in formato europeo”

I ministri dello Sviluppo e dell’Ambiente hanno fatto il punto, ieri alla Camera, sull’aggiornamento della Strategia energetica nazionale. Tre gli assi portanti: competitività, ambiente, sicurezza

SEN, Calenda: “sarà un Piano clima energia in formato europeo”

 

(Rinnovabili.it) – La Strategia energetica nazionale (SEN) dell’Italia sarà già in “formato ‘Piano clima energia’, per essere il primo paese a portarlo in un formato ‘europeo’. Stiamo lavorando con i commissari Canete e Šefčovič per farne un pilota per ciò che realizzeranno anche gli altri Stati membri”. Lo ha comunicato il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda ieri durante l’audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive alla Camera. Insieme al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, Calenda ha chiarito i nuovi obiettivi strategici che dovranno traghettare l’Italia nel post 2020.

 

Il documento aggiorna e rilancia la precedente SEN 2013, riprendendone tre degli assi portanti: competitività, ambiente e sicurezza. Ed è proprio la competitività, l’aspetto che sta più a cuore a Roma. Non tutti i target della precedente strategia sono stati raggiunti. “Non si è chiuso il gap del costo dell’energia sia per quanto riguarda il gas, sia per quanto riguarda il prezzo dell’elettrica. Risentiamo ancora, per una pluralità di ragioni, di uno svantaggio competitivo significativo”, ha spiegato il ministro.

Come mostrato dal documento portato in audizione, oggi nel settore del gas permane un differenziale tra il TTF – il prezzo di scambio su mercato olandese – e il PSV (prezzo di scambio su mercato italiano, di circa 1.8 euro al MWh. L’obiettivo del Governo è di mettere in campo “soluzioni strutturali per recuperare gap di prezzo”, azzerando tale differenziale anche attraverso l’ introduzione di meccanismi di carbon pricing più efficaci e gestendo l’evoluzione del mix generativo.

 

Sul fronte ambientale, invece, il Governo ci tiene a sottolineare come l’Italia abbia “già notevolmente contribuito agli obiettivi UE in termini di efficienza energetica, rinnovabili e riduzione emissioni” previsti da Bruxelles per il 2020. Il mix generativo nazionale è caratterizzato da una presenza di fonti rinnovabili, maggiore rispetto a Francia e Germania. Secondo i dati 2015 di Eurostat, le green energy nostrane coprono il 39% della produzione, rispetto al 30% tedesco e al 16% francese. Nel futuro, l’azione punterà ai target 2030 e 2050 già fissati dall’Ue, facendo attenzione al rapporto costi-benefici delle misure e soprattutto ai servizi per il bilanciamento del sistema, individuati come necessari ai fini del terzo asse della SEN, ossia la sicurezza.

1 commento

  1. Calenda per far vincere le fossili,cita dati sbagliati:
    -non è vero che le green nostrane coprono il 39%.Qui Calenda fa un errore colossale sbaglia la capacità produttiva che è sempre maggiore con l’effettiva produzione che è sotto il 20% del Mix.Errore grave perchè se installi 40 GW di vento,dato il tasso del 25%,in Italia ottieni solo 10 GW di produzione effettiva.Allora che fanno i fossili prendono il dato alto per far vedere rinnovabili alle stelle che in Italia sono il 17% effettivo,mentre il fossile è 83%.Questo errore viene dall’Eni
    -non è vero che raggiungiamo con successo gli obiettivi europei.Calenda che ha un dna fossile che traspira da ogni poro dimentica che la vechia SEN diceva 35% rinnovabili effettive.Poi Eni e Scaroni mandarono i lobbisti e con Romani si ridusse a 20 che è niente ed oggi non ci siamo.Poi Calenda dimentica i carburanti rinnovabili dove ci arriviamo malissimo.Il limite fu abbassato a 10% ed oggi raggiungiamo forse il 5% con un blends Eni caro base etanolo 15% e fossile allo 85%.Io fossi calenda mi vergogneei di sbagliare tanto e compiacersi per risultati pessimi che piacciono tanto solo all’Eni che per calenda è il pupillo che non ci permette un pil al 5% come potremmo.

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