Il Bosco Verticale di Boeri diventa un’intera città in Cina

    Dopo Bosco Verticale a Milano e le sue repliche più recenti a Losanna e Nanchino, l’architetto Stefano Boeri progetta intere “città foresta” insieme alle autorità cinesi per combattere lo smog

    Il Bosco Verticale di Boeri diventa un’intera città in Cina

     

    (Rinnovabili.it) – Dopo Bosco Verticale a Milano e le sue repliche più recenti a Losanna e Nanchino, l’architetto Stefano Boeri allarga ancora gli orizzonti. E di molto. Il concetto di partenza è sempre quello della “foresta verticale”, ma la scala varia: stavolta si parla di intere città. È quanto ha rivelato lo stesso  Boeri al quotidiano britannico Guardian, pochi giorni dopo aver presentato il suo ultimo progetto in Cina. E proprio con le autorità di Pechino sarebbero in corso contatti avanzati per replicare l’esperienza in altre parti del paese.

     

    «Ci è stato chiesto di progettare un’intera città, dove non solo c’è un grattacielo ma vi si trovano cento o duecento edifici di diverse dimensioni, tutti dotati di facciate con alberi e piante. Stiamo lavorando molto seriamente alla progettazione di tutti i differenti edifici. Penso che li si inizierà a costruire verso la fine di quest’anno. Entro il 2020 possiamo immaginare di avere la prima “città foresta” in Cina»

     

    Il Bosco Verticale di Boeri diventa un’intera città in Cina

     

    Nel 2015 Bosco Verticale, il progetto per le torri green di Boeri a Milano, ha vinto il premio Best Tall Building Worldwide come miglior grattacielo al mondo. La Tour des Cèdres prevede 24mila alberi distribuiti per tutti e 36 i piani. Mentre la foresta verticale di Nanchino ospiterà oltre mille alberi di grande e medio fusto, tutti scelti tra le specie locali, oltre a 2.500 tra arbusti e piante a caduta per le sue facciate viventi. In tutto, il progetto cinese dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 di circa 25 tonnellate ogni anno e produrre circa 60 kg di ossigeno al giorno.

    L’abbattimento dell’inquinamento atmosferico, il miglioramento della qualità dell’aria, la preservazione della biodiversità: tutte qualità che hanno attratto le autorità cinesi, alle prese con un’emergenza smog ormai cronica che raggiunge livelli inimmaginabili. Il primo progetto di “città foresta” potrebbe vedere la luce a Luizhou, città di media grandezza per gli standard del Dragone (conta 1,5 mln di abitanti) nella provincia di Guangxi. Il secondo invece potrebbe sorgere attorno a Shijiazhuang, hub industriale nel nord del paese e una delle 10 metropoli più inquinate della Cina.