Efficienza energetica edifici: UE bocciata dalla Corte dei Conti

    Secondo la Corte dei Conti le politiche destinate all’efficienza energetica degli edifici dell’UE sono ancora poco ambiziose ed inadempienti.

    Il cartellone sull’efficienza energetica installato all’esterno del Charlemagne building della Commissione a giugno(Rinnovabili.it) – Poco ambiziosa e inadempiente, sono queste le parole con cui la Corte dei Conti ha definito la politica immobiliare dell’Unione Europea considerata scarsamente attenta alla promozione dell’efficienza energetica negli edifici.

    Nello Special Report pubblicato dalla Corte dei Conti si legge chiaramente l’inadempienza da parte della Commissione, del Parlamento e del Consiglio Europeo nella diffusione delle norme di bioedilizia sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni, al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti e della spesa energetica  prefissati.

    L’analisi ha riguardato il periodo compreso tra il 2005 ed il 2013, arrivando alla considerazione che, nonostante ci sia stata una progressiva riduzione delle emissioni di gas serra dovute agli edifici, l’approccio risulta ancora poco sistematico, lasciando agli organi interessati la possibilità di scegliere facoltativamente se aderire alle iniziative per l’efficienza energetica o meno.

    Soluzioni come il Green Public Procurement (GPP), destinato a coloro che desiderano acquistare i prodotti più verdi presenti sul mercato edile, o come il Green Building Programme (GBP), che incoraggia i proprietari di immobili non residenziali ad utilizzare misure per l’efficienza energetica degli edifici, se sistematicamente applicate potrebbero portare ad una riqualificazione massiccia del patrimonio edilizio europeo, riducendo i consumi di ciascun immobile di oltre un terzo.

    Paradossalmente, “Nessuna delle istituzioni controllate dall’UE ha aderito all’approccio promosso dagli strumenti GPP e GBP per riqualificare le costruzioni di Bruxelles”, hanno sottolineato i revisori nella relazione.

    Tuttavia la Commissione si difende sottolineando che buona parte degli  edifici delle sedi centrali di Bruxelles sono ancora in costruzione o ristrutturazione, ricordando inoltre che  la stessa politica energetica fissata dall’Energy Efficiency Directive (2012/27/EU) che obbliga gli Stati Membri a rinnovare ogni anno il 3% degli edifici occupati dalle loro sedi governative, vale anche per le strutture della commissione.

     

    “Il consumo medio di energia per metro quadro per gli immobili della Commissione a Bruxelles è diminuito di oltre il 30% tra il 2005 e il 2013, ovvero più del 4% l’anno”, ha affermato Marc Seguinot, Capo unità nel OIB, responsabile della gestione degli edifici della Commissione. “Questi importanti risultati ci hanno incoraggiato ad andare oltre, abbiamo in programma importanti lavori di ristrutturazione degli edifici della Commissione dal 2019”.

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    1 commento

    1. Anche la Legge “Merli” sull’inquinamento idrico che ha 30 anni aveva parametri superiori alla media delle nazioni europee, ma in Italia non abbiamo certo mari laghi e fiumi puliti:
      Sempre tutto solo sulla carta… il solito vizio italiano di non guardarsi allo specchio !
      Quanto alla nostra efficenza energetica, ben venga, ma bisognerebbe anche guardare come è messo il patrimonio immobiliare esistente e mettere in condizioni di migliorarlo attraverso la ROTTAMAZIONE.
      Cosa che per la irrazionale opposizione degli artisti/architetti e di una assurda mentalità falsamente conservatrice ci ha portato nelle condizioni visibili da tutti.
      Le ottime Leggi Italiane sul risparmio energetico e quelle meno ottime “sismiche” avrebbero dovuto essere create in una situazione edilizia non di drammatica crisi… E’ come installare il semaforo o altri sistemi dopo tanti incidenti mortali.Le Leggi devono essere progressive, devono tener conto della reale situazione e applicate seriamente con semplice,ma incisiva burocrazia. SALUTI

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