Celle ‘elettrofluide’ per illuminare gli ambienti di luce naturale

    Piccole celle “elettrofluide” alimentate da moduli fotovoltaici incorporati, collocate sopra alle finestre e capaci di trasferire l’illuminazione naturale all’interno degli edifici.

    Illuminazione naturale(Rinnovabili.it) – Una coppia di ricercatori dell’Università di Cincinnati ha sviluppato un ingegnoso sistema capace di portare l’illuminazione naturale anche negli ambienti più nascosti delle abitazioni, per ridurre la spesa energetica ed economica.

     

    La nuova tecnologia “SmartLight” si avvale di piccole celle  “electrofluidic” (pochi millimetri) posizionate nella parte superiore delle finestre e direttamente collegate a piccoli moduli fotovoltaici incorporati nel sistema.

    Ogni piccola cellula di SmartLight contiene un liquido particolare con ottime proprietà ottiche migliori di quelle del vetro. Attraverso una minima stimolazione elettrica esterna, la tensione superficiale del liquido può essere rapidamente manipolata per trasformare le celle in lenti o prismi variando la trasmissione della luce. La necessità energetica minima ed il fotovoltaico integrato fanno si che il sistema preveda un utilizzo di energia tra le 10.000 e le 100.000 volte inferiore rispetto ad una lampadina ad incandescenza tradizionale.

     

    La ricerca, condotta dai due ricercatori Anton Harfmann e Jason Heikenfeld, è stata presentata per la prima volta in Italia, in occasione del forum energetico internazionale CasaClima.

    Grazie a questa nuova tecnologia la luce potrebbe essere trasmessa direttamente sul soffitto della stanza, oppure proiettata verso una stanza adiacente più interna, dotata a sua volta di una griglia di cella “electrofluidic” SmartLight. Il processo potrebbe quindi essere ripetuto all’infinito, portando illuminazione naturale fino agli angoli più nascosti dell’edificio.

    Come sottolineano i due ideatori, il sistema SmartLight non necessita di particolari impianti, tubi o condotti, prestandosi anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti.

     

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    Ma la notte o quando il cielo è nuvoloso?

    Nessun problema perché SmartLight è anche dotato di un sistema per lo stoccaggio centralizzato della luce in eccesso, rendendo disponibile l’energia in qualunque momento della giornata. I due ricercatori sottolineano inoltre che, la radiazione solare che quotidianamente colpisce la facciata di un edificio è talmente tanta che se venisse immagazzinata completamente attraverso il sistema SmartLight, permetterebbe addirittura di alimentare altre utenze, quali il riscaldamento o raffrescamento.

     

    Per passare alla sua commercializzazione saranno necessaria altri fondi, industrializzando il prototipo e rendendolo competitivo per il mercato internazionale.