Quattro studenti rinnovano la stampa 3D con l’estrusione rafforzata

    Il nuovo metodo per stampare in 3D strutture di calcestruzzo di grandi dimensioni combina l’estrusione con un letto di materiale granulare di supporto

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    (Rinnovabili.it) – Un gruppo di studenti della Bartlett School of Architecture di Londra ha sviluppato un metodo innovativo di stampa 3D che permette di usare il cemento per elementi strutturali di grandi dimensioni. Il team di ricerca formato da Francesca Camilleri, Nadia Doukhi, Alvaro Lopez Rodriguez e Roman Strukov ha lavorato per un anno al progetto “Fossilized”.

    Il loro obiettivo era sviluppare nuovi metodi per stampare in 3D strutture di calcestruzzo di grandi dimensioni. Ci sono riusciti combinando due modalità di stampa 3D già esistenti, l’estrusione e la stampa da materie prime in polvere, ottenendo una sorta di “estrusione rafforzata”.

    Come funziona? In primo luogo, il cemento premiscelato viene aggiunto livello per livello con la tecnica dell’estrusione tramite un braccio robotico industriale. Ogni strato viene steso su un letto di materiale granulare di supporto depositato attorno alla struttura da una seconda testa personalizzata, posta sull’estremità dello stesso braccio robotico. Grazie al supporto, il calcestruzzo estruso che ne risulta è di una risoluzione molto più elevata.

     

    “Il metodo di estrusione rafforzata – spiegano dal team – ha quindi presentato l’opportunità di progettare forme che sono più varie e più volumetriche, in contrapposizione alle forme verticali tendenzialmente diritte finora realizzate nella stampa 3D del cemento”

    3d printUn legante viene incorporato nel processo di estrusione per indurire alcune parti del supporto granulare, sicché al termine del processo di lavorazione ne risulta un prodotto multi-materiale. Ogni stampa richiede da sei a dieci ore.

    “Una delle questioni principali nell’estendere l’uso della stampa 3D al dominio dell’architettura è quello delle dimensioni delle stesse stampanti 3D – ha affermato il team di giovani ricercatori – Il fatto è che per stampare in 3D un intero edificio come un monolite continuo, l’apparecchio deve avere una dimensione maggiore dell’edificio proposto”

     

    Un problema che non hanno risolto del tutto, ma in qualche modo aggirato. Secondo gli studenti, il loro metodo permette comunque di stampare in continuo gruppi di elementi, ad esempio blocchi unici composti da pavimento, parete e soffitto, o da scala, pavimento e parete. Per il momento, comunque, il team sta cercando di esplorare la dimensione multi-materiale per creare una combinazione di parete e finestra in un unico blocco.

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