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Nuovo Codice dell’edilizia: cosa prevede la delega approvata in CdM

E’ stato approvato in Consiglio dei Ministri il Ddl Delega al Governo per l’adozione del Codice dell'edilizia e delle Costruzioni, primo passo avanti verso la riforma organica del testo di riferimento per il comparto, il Dpr 380/2001

Codice dell’edilizia e delle costruzioni
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Via libera al nuovo Codice dell’edilizia

Il Consiglio dei Ministri ha compiuto un passo cruciale per il comparto delle costruzioni approvando, lo scorso 4 dicembre, il Disegno di Legge Delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni adeguando la legislazione attuale ai nuovi canoni di sicurezza, efficienza e qualità.

La riforma punta a superare l’eccessiva frammentazione dell’attuale Testo Unico dell’Edilizia (TUE), D.P.R. 380/2001, che pur essendo il punto di riferimento normativo per il settore da oltre vent’anni, è diventato un vero e proprio mosaico normativo, a causa delle continue modifiche e integrazioni subite nel tempo.

Si tratta tuttavia solo del primo passo verso l’obiettivo finale. Con l’approvazione del DDL, il Governo avrà a disposizione 12 mesi dall’entrata in vigore della Delega per definire il nuovo Codice e approvare uno o più decreti legislativi utili a creare un quadro normativo finalmente organico.

Superare l’attuale frammentazione

Nonostante interventi recenti come il Decreto Legge “Salva Casa” (D.L. n. 69/2024) abbiano introdotto procedure semplificate per velocizzare i procedimenti di sanatoria edilizia, la delega si pone come una risposta alle richieste di riforma chieste dall’intero settore.

Come specificato nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni ha la finalità prioritaria di “porre chiarezza sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, garantendo il rispetto dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), come strumento necessario per assicurare standard minimi uniformi”. Il provvedimento sottolinea inoltre la necessità di adeguare la norma alle moderne tecniche costruttive e alle nuove esigenze di sicurezza sismica ed energetica.

In sintesi, la riforma edilizia metterà ordine su molteplici procedimenti normativi: dalla definizione degli interventi edilizi (ristrutturazione, manutenzione, riqualificazione, restauro, ecc.), ai tempi di ottenimento dei titoli abilitativi come il Permesso di Costruire o la SCIA, fino a una maggiore chiarezza nella ripartizione delle competenze in materia di governo del territorio.

Gli obiettivi della delega

Come si legge nella relazione illustrativa la Delega al Governo permetterà di raggiungere una serie di macro obiettivi:

  • Chiarire competenze e standard (LEP):
    • Definire con precisione gli ambiti di competenza esclusiva statale e individuare i principi fondamentali del “governo del territorio” per limitare l’incertezza con le Regioni.
    • Fornire indicazione dettagliata dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in materia edilizia, specificando gli standard minimi uniformi per cambi di destinazione d’uso, risparmio energetico, sicurezza, accessibilità e tipologie di violazioni edilizie.
  • Semplificare e regolarizzare:
    • Semplificare le procedure e titoli: razionalizzare i procedimenti per ridurre i tempi e i costi. Si punta a procedure più snelle, con maggiore ricorso al silenzio-assenso in caso di inerzia della Pubblica Amministrazione.
    • Stato legittimo e Sanatorie: semplificare la dimostrazione della regolarità edilizia degli immobili, inclusa la classificazione delle tipologie di difformità dal titolo abilitativo, la revisione delle tolleranze edilizie e del principio di doppia conformità per semplificare la regolarizzazione degli abusi storici commessi prima del 1° settembre del 1967.
  • Incentivare e rigenerare:
    • Revisione degli oneri e dei contributi: effettuare una revisione complessiva della disciplina degli oneri e del contributo di costruzione con l’obiettivo di incentivare gli interventi di rigenerazione urbana.
    • Cambi di destinazione d’uso: intervenire sui cambi di destinazione d’uso, facilitando le trasformazioni tra funzioni omogenee senza dover attivare iter complessi o onerosi.
  • Digitalizzazione e normativa:
    • Digitalizzazione: avviare la digitalizzazione e l’interoperabilità delle banche dati pubbliche, passo necessario per l’introduzione dell’anagrafe e del fascicolo digitale delle costruzioni, strumenti essenziali per trasparenza e tracciabilità.
    • Agilità normativa: inserire la disciplina attuativa all’interno di appositi allegati ai decreti legislativi, permettendone la successiva modifica o sostituzione con regolamenti (non con nuove leggi) per un aggiornamento più rapido e agile delle disposizioni tecniche.

Il Percorso della riforma: dal Ddl alla Delega

L’approvazione del Ddl delega al Governo del 4 dicembre non è un punto di partenza isolato, ma rappresenta l’accelerazione di un percorso di riforma organica da tempo richiesto dal comparto e definito proposte di legge più ampie. In particolare, il DDL n. 2332/2025 aveva già tracciato la strada per un nuovo Testo Unico edilizio (TUE) più ampio e complesso. L’atto approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 dicembre è quindi la “formalizzazione dell’impegno esecutivo” ad agire attraverso la delegata, seguendo principi simili di semplificazione e riordino. Questo step cruciale permetterà al Governo di procedere con decreti legislativi, dotandosi dello strumento necessario per riordinare e semplificare l’intera normativa edilizia nel minor tempo possibile.

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About Author / Alessia Bardi

Alessia Bardi è General Manager di Rinnovabili, dove unisce la visione strategica a una profonda competenza tecnica nel settore della sostenibilità. Precedentemente responsabile delle sezioni Green Building e Smart City, guida oggi l'approfondimento editoriale su temi cruciali quali l'efficienza energetica, l'innovazione urbana e la transizione climatica, forte del suo background in content strategy e organizzazione di eventi. Nel suo ruolo, agisce da ponte strategico tra il team editoriale e commerciale per integrare contenuti di valore, sales e nuovi progetti. Architetto con formazione al Politecnico di Milano, ha consolidato la sua carriera nell’ambito della progettazione sostenibile, bioedilizia e urbanistica, arricchita da esperienze internazionali in Spagna, Africa e India. Appassionata di design thinking e approcci cross-disciplinary, la sua visione è consolidare e implementare il ruolo di Rinnovabili quale media company di riferimento del settore, potenziando l'autorevolezza dei contenuti con forme di comunicazione innovative e di alto impatto. Crede fermamente che l'informazione di qualità e l’innovazione tech-driven siano leve decisive per accelerare la decarbonizzazione e generare soluzioni sostenibili e scalabili.